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La superficie terrestre: oceani e mari

La superficie terrestre: oceani e mari

Iniziamo con oggi una serie di articoli riguardanti la superficie terrestre, per conoscere il meglio possibile il pianeta sul quale viviamo.

La superficie terrestre, come noi la conosciamo, è l’esito provvisorio di molteplici cambiamenti.

Le forze che modificano la superficie terrestre possono attaccarla dall’esterno o dall’interno.

Forze esterne sono le acque dei fiumi, dei mari e degli oceani, il vento e il ghiaccio in movimento.

Tutte queste forze insieme lasciano sull’intera superficie terrestre tracce difficilmente distinguibili e portano significativi cambiamenti.

OCEANI E MARI

Il mare gioca un ruolo fondamentale nei cambiamenti geologici della superficie terrestre.

Dopotutto, il 71% della Terra è ricoperto dall’acqua. Tuttavia fino a 125 anni fa il volume e l’estensione dei mari erano pressoché sconosciute. Soltanto nelle zone costiere si era consapevoli del flusso delle maree e della forza delle onde.

Riguardo alla profondità del mare si avevano poche informazioni. Nel 1872 un reparto della Marina Britannica studiò per la prima volta, nel corso di una spedizione di quattro mesi, gli oceani della Terra.

In quell’occasione fu notata per la prima volta la dorsale medio-atlantica, una delle montagne sottomarine più alte e ampie.

Oltre a ciò si scoprì negli abissi l’esistenza di pianure, territori collinari, vulcani e solchi profondi. Solo negli anni ’60 si capì che i processi della tettonica a placche forgiavano in modo decisivo il fondo degli oceani.

Attualmente ci sono numerosi progetti che studiano le profondità del mare. Strumenti di immersione telecomandati vengono predisposti per prelevare campioni di rocce e sedimenti dal suolo marino.

GLI OCEANI

Ogni oceano è attraversato da violente correnti superficiali che influenzano il clima del continente. A esse sono legate le correnti più calme che scorrono in profondità.

Le masse d’acqua in movimento spostano in questo modo sostanze nutritive, energia e sedimenti.

Il movimento delle onde, i flutti in superficie, l’erosione, il deterioramento, ma anche i vulcani e i processi tettonici hanno nel corso della storia della Terra costruito un “paesaggio oceanico” vario.

Se si osserva il fondo marino di profilo si può notare una disposizione alternata. Ciò diventa evidente se si esamina il suolo dell’Atlantico: dal territorio costiero verso il largo si estende a 50-200 m di profondità la cosiddetta “piattaforma continentale”.

superficie terrestreSeguendo questa piana per 100 km si giunge la margine del gradone. Da una ripida pendice si prosegue verso il basso.

Questa zona viene modellata da erosioni, da gole sottomarine e vallate.

Nella zona sottostante si trova un innalzamento continentale (flusso continentale), che dopo centinaia di chilometri si trasforma nella pianura delle profondità marine; qui si trovano vulcani sommersi, nella maggior parte dei casi spenti.

Alcune di queste montagne sottomarine sono emerse formando delle isole.

All’estremità il rilievo della montagna si fa sempre più ripido fino a raggiungere le dorsali medio-atlantiche.