Stazione meteo di San Marco in Lamis (FG) 870 slm

Stazione meteo di San Marco in Lamis, 870– Dati aggiornati ogni 15 minuti

San Marco in Lamis è un comune italiano di 13.850 abitanti della provincia di Foggia, in Puglia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano e detiene, con i suoi 234 km quadrati di superficie, l’ottantatreesimo posto tra i Comuni d’Italia con più vasta espansione territoriale. Del comune di San Marco in Lamis fanno parte anche le frazioni di Borgo Celano (2,13 km), San Matteo (2,08 km),Stignano (6,73 km) e Villaggio Amendola (19,1 km). Il torrente Jana che da secoli attraversa il comune, è ormai ridotto ad un lungo canale perlopiù sotterraneo, il cosiddetto “canalone”, per lo scolo delle acque piovane.

La storia della cittadina si intreccia con quella del monastero di San Matteo Apostolo, il cui edificio a prima vista può essere scambiato per un’antica fortezza, ma in realtà è un luogo di culto e di ospitalità risalente al IX-X secolo. Nel Medioevo l’imponente struttura garantiva protezione agli abitanti del luogo, per la sua posizione inespugnabile, arroccata su un colle. Dal XVII secolo ad oggi è un convento di frati francescani.

Il centro storico è denominato Padula, ovvero palude (in lamis in latino equivale proprio a “nelle paludi”), a testimonianza del fatto che un tempo (prima della sua completa bonifica) la zona era paludosa. Esso è di tipo medievale, con case basse a schiera prevalentemente bianche, con strade strette e vicoli ciechi.

Mirabile è la descrizione che ne ha fatto Riccardo Bacchelli nella sua novella Il brigante di Tacca del Lupo: “Come uno spaccato verde tra aridi colli, s’apriva, fresco d’alba, il vallone dove si stipa San Marco in Lamis, paese singolare per la distribuzione regolare delle strade ai lati della via maestra, onde le rosse, vivide file di tetti a due spioventi uguali, uguali anch’esse le case d’altezza e dimensione, si allineano e si spartiscono come un ammattonato a spina…”

E a proposito di briganti, è necessario ricordare che il territorio di San Marco in Lamis è stato fortemente interessato dal fenomeno del brigantaggio post-unitario. Infatti, sono oltre 50 i briganti sammarchesi fucilati o morti negli scontri dopo il 1861; tra essi, Angelo Maria Del Sambro (Lu Zambre), Agostino Nardella (Putecàrio), Angelo Villani (Recchio muzzo), Nicandro Polignone (Nicandrone). Inoltre, si registra che altri 42 briganti – originari di comuni limitrofi – siano deceduti in combattimento o siano stati fucilati nel territorio di San Marco in Lamis.

Come tutti i Comuni d’Italia, anche San Marco in Lamis annovera tra i caduti per la difesa della Patria durante le guerre mondiali (1915-18; 1940-45) tanti suoi concittadini (circa 350). Oltre ai caduti, il comune può vantare di aver avuto molti ex reduci e combattenti di guerra, tanti ex IMI (Internati Militari Italiani), grandi mutilati e invalidi di guerra, dispersi in guerra su vari fronti (Russia, Grecia, Albania, ex Jugoslavia, Africa Orientale, Mar mediterraneo), partigiani e tantissimi patrioti volontari per la libertà che si sono rifiutati di servire la Repubblica Sociale di Salò per contribuire, con la lotta, alla liberazione dell’Italia dal Nazifascismo. Una maggioranza di uomini decorati dalle onorificenze più alte quali: medaglie d’argento, medaglie di bronzo e croci al valore militare fino ad arrivare a quelle più comuni e pur sempre importanti quali: le croci al merito di guerra e le due medaglie commemorative sia della guerra 1940-43 che della guerra di liberazione 1943-45.