Sabbia dal deserto, le cause del fenomeno

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Gaetano 23 Aprile 2019
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Da qualche giorno la Penisola è interessata dalla cosiddetta pioggia rossastra ovvero piogge accompagnate da sabbia desertica. Come fa la sabbia del deserto a giungere sulle nostre regioni? lo spieghiamo in questo breve articolo.

E’ evidente in questi giorni un cielo carico di sabbia desertica che si deposita dappertutto con gran disappunto per chi ha appena messo a lucido la carrozzeria della propria auto. Quando piove e l’acqua si asciuga il fenomeno è ancora più evidente e i parabrezza si imbrattano così tanto da non consentire la visuale. E come se tutto questo non bastasse, la polverina rossastra è tenace e non è sufficiente certo un colpo di spugna a rimuoverla da vetri e balconi.

Come fa la sabbia del Sahara a giungere in Italia?

Il fenomeno è tutt’altro che raro e può verificarsi in qualsiasi periodo dell’anno, anche se più spesso  nel semestre freddo. Perché tutto questo pulviscolo desertico si muova dall’entroterra sahariano, devono verificarsi particolari condizioni: se è presente un profondo centro di bassa pressione tra penisola Iberica e Marocco e al contempo una struttura anticiclonica subtropicale protesa fin sull’Europa orientale e/o sui Balcani, si attiva un consistente flusso di correnti sciroccali che si origina nel pieno del deserto del Sahara le quali sollevano in alta atmosfera la leggerissima “polvere rossastra” e una volta in sospensione a circa trai 5000 e 10000 metri di quota viene agevolmente spinta verso il Mediterraneo meridionale  e la Penisola

Nell’animazione sottostante è ben visibile il flusso di sabbia risalire dall’entroterra sahariano verso la Penisola

sabbia

Cosa succede nel deserto?

Nel momento e nel luogo in cui questo Scirocco si origina, l’aria è molto secca e solleva ingenti quantitativi di sabbia dalla superficie del grande deserto con venti di tempesta che la conducono poi a quote anche molto elevate. In seno a queste forti correnti sciroccali i granelli di mineral dust, ossia di polveri, vengono sottratti per la maggior parte al settore libico o tunisino, ma anche da quello algerino; essi rimangono in sospensione a livello degli strati nuvolosi che si accompagnano al flusso a causa dei moti verticali ascendenti, oltre che alla turbolenza e alla convezione presenti. Non tutta la sabbia riesce però ad attraversare il Mediterraneo, ma solo i granelli di polvere di diametro inferiore a 0,01 millimetri. Il resto della granulometria sabbiosa in sospensione precipita in proporzione al suo peso, a debita distanza dal luogo di origine ma sempre in territorio desertico.

Sabbia

All’origine era il Ghibli..

Il Ghibli è un vento caldo e secco tipico della Libia, che soffia da sud o da sud-est. E’ proprio lui che trasporta la sabbia che arriva sino a noi, prelevata dalle dune del Sahara e che solleva fino a grandi altezze verso la costa mediterranea. Il Ghibli una delle grandi forze che è capace di dispiegare il deserto, così potente da sopraffare anche gli eserciti più tenaci:

“…Il vento del deserto è forte, capace di inghiottire eserciti interi: quello di Cambise, il re dei re persiano in marcia verso l’oasi del dio Amon; e quello di Rommel con i carri di ferro e gli aerei, accecato come gli antichi guerrieri e i loro cavalli….”  – Domenico Quirico.

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