Prevedere terremoto

Previsione terremoto: toccherà ancora al centro Italia?

Previsione terremoto: dove potrebbe nuovamente colpire. Intervista al sismologo Emanuele Tondi

La previsione del terremoto da sempre, a seguito di ogni evento sismico, fa parlare di se’. Mentre la terra continua a tremare dopo l’evento di qualche giorno or sono e si inizia un primo, parziale, rendiconto degli edifici inagibili, si continua a riflettere su quanto sia possibile ‘prevedere’ i terremoti.

Si può prevedere?

Il prof. Tondi già nel 2009 aveva ipotizzato che un nuovo, forte, terremoto si sarebbe scaturito a nord della faglia de L’Aquila, proprio tra Amatrice e Norcia. Nessun dono soprannaturale bensi la chiara consapevolezza della realtà’: e’ lui stesso che afferma «chiunque sia minimamente esperto del tema sapeva che questa era la zona più pericolosa dopo il terremoto abruzzese».

Previsione del terremoto

Ipotizzare, anche con una certa precisione è dunque possibile? «Sì, è possibile saperlo perché nel momento in cui si attiva una faglia, ci sono zone che vengono caricate e altre che vengono scaricate. Generalmente le faglie aumentano questi sforzi lungo la direzione nord o sud. L’Aquila era sud, il nord era rappresentano da Amatrice e Norcia, zona caricata anche dal terremoto del ’97».

La previsione terremoto nasce dall’analisi delle faglie

Faglie in movimento La stessa cosa, spiega ancora il professore, si è verificata con il terremoto dell’Emilia, con le scosse successive lungo la faglia in direzioni ben precise. «Ci sono studi e ricerche, negli ultimi 10 anni, che mostrano questa interazione tra le faglie». E dunque ora che cosa dobbiamo aspettarci? «Speriamo niente – sdrammatizza – Sul quando accadrà non possiamo avere certezze, ma stando agli studi possiamo affermare che la zona che ancora non ha dato terremoti e che, quindi, potrebbe essere la prossima candidata è quella a nord di Amatrice, mentre prima era a nord de L’Aquila». Quindi l’area di Norcia? «Sì, ma quelle erano zone pericolose anche prima, però diciamo che lungo il sistema di faglia, da Colfiorito a L’Aquila, c’è ancora un tratto che non ha generato terremoti e che quindi potrebbe sviluppare forti scosse nel futuro».

Le zone sismiche a rischio

Le zone sismiche A rischio, oltre Norcia, ci sono quelle zone assiali rispetto all’ Appenino, da nord, Colfiorito, Gubbio, fino alla zona centrale della montagna. «Ma non tutte le zone sono uguali, tra di loro presentano diversi valori di accelerazione. La pericolosità sismica, legata cioè alle caratteristiche fisiche del terremoto, permane in tutte quelle zone di montagna dell’Italia centrale. E’ lì che bisogna intervenire».

Placca africana verso quella Euroasiatica

In generale quel che sta facendo tremare di nuovo la terra in quella parte di Appennino è sempre il fenomeno di spinta della placca africana verso quella euroasiatica. Era solo una questione di tempo che dal sisma terribile di Amatrice ne arrivassero altri di altrettanta potenza: “Replica tanto forti – ha detto Massimiliano Cocco dell’Ingv al Corriere della sera – non le avevamo escluse e ora si sono verificate”.

L’INGV ha fornito e sta fornendo con continuità previsioni probabilistiche di lungo e di breve termine. Con le previsioni probabilistiche di lungo-termine si possono identificare (e già lo si è fatto) le aree dove avverranno i grandi terremoti del futuro. Di particolare rilevanza in quest’ambito è la MAPPA DI PERICOLOSITA’ SISMICA elaborata dall’INGV, che fornisce lo scuotimento del terreno atteso nei prossimi 50 anni.

Nelle due mappe che seguono ci sono le previsioni probabilistiche dell’INGV, aggiornate al 1 gennaio 2013, riguardo la probabilità di occorrenza di eventi di magnitudo superiore al grado 5.5 Richter in Italia entro il 2022.

Previsione terremoto entro il 2022 in termini percentuali

Spiccano le seguenti aree:
Friuli Venezia Giulia: 28,2%
Umbria, Monti Reatini: 25,6%
Appennino Campano/Lucano: 25,6%
Abruzzo e Molise aree interne: 15%
Calabria: 14,8%-17,6%

Previsione terremoto
Mappa Terremoto