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Polo Nord: ghiaccio sempre più esile e sottile

CLIMA: POLO NORD GHIACCIO SEMPRE PIU’ SOTTILE

Polo Nord. Nel 2015, una delle insolite e coraggiose spedizioni che effettuano misurazioni nell’Artico durante l’inverno ha scoperto che il ghiaccio marino è più sottile e più debole di quanto previsto. Mats Granskog, ricercatore del ghiaccio marino al Norwegian Polar Institute a Tromso spiega: “Questo ghiaccio più sottile e più giovane dell’Artico odierno si comporta in modo molto diverso rispetto al ghiaccio che conoscevamo”. “Si muove molto più rapidamente, si rompe più frequentemente, ed è più vulnerabile a tempeste e venti. “

Nel gennaio 2015, il gruppo di ricerca ha lasciato che la sua nave oceanografica, Lance, venisse imprigionata nella morsa del ghiaccio a nord dell’arcipelago norvegese delle Svalbard. Mentre la nave era alla deriva nel ghiaccio, l’equipaggio si è accampato sui banchi di ghiaccio adiacenti e ha raccolto i dati.

La campagna di rilevazione, che si è conclusa nel giugno 2015, è stata il primo grande esperimento di raccogliere i dati invernali in quella parte della regione artica.

GHIACCIO SOTTILE

La squadra ha dovuto rimandare le sue operazioni più volte a causa dell’instabilità nei banchi di ghiaccio dove si era accampata. “Abbiamo dovuto combattere il buio, il freddo, violente tempeste, il ghiaccio che più volte si scioglieva sotto i nostri piedi”, dice Granskog. “Abbiamo dovuto allontanarci dal ghiaccio e salvare il nostro accampamento. Abbiamo dovuto guardarci dagli orsi polari che, pur essendoa prima vista tranquilli, non sono sempre stati gentili con noi o con le nostre attrezzature “.

Le misurazioni effettuate durante le spedizioni estive hanno mostrato un diffuso assottigliamento del ghiaccio marino artico, ma i ricercatori non erano sicuri di quali fossero le sue condizioni in inverno. “Abbiamo visto un Artico nuovo, con il ghiaccio molto più sottile, spesso solo dai 90 ai 120 centimetri e che si comporta in modo molto diverso da quello osservato 10 anni fa.”

“Quando si scatenavano le tempeste, il ghiaccio si muoveva così velocemente da rimescolare l’acqua sottostante. Questo ha contribuito a portare l’acqua calda dal basso molto più vicino alla superficie, provocando così la parziale fusione, dal basso, del ghiaccio”.

I RISULTATI DELLA RICERCA

Quando nell’Artico è tornata la primavera, in alcune zone il ghiaccio ha iniziato a sciogliersi molto più velocemente del previsto. I ricercatori artici dicono che le osservazioni condotte nel corso del progetto norvegese contribuiranno a colmare le lacune nelle conoscenze su questa regione in rapida evoluzione. Trent’anni fa la maggior parte del ghiaccio invernale presente nel Mar Glaciale Artico era formato da strati di ghiaccio accumulatisi in più anni. Ma ora, nel tardo inverno più di 3/4 del mare  è coperto da ghiaccio molto più giovane e più sottile che si è accumulato in un solo anno.

Un gruppo di ricerca internazionale sta ora progettando di lasciare intrappolato nel ghiaccio marino artico per un anno – a partire dall’ottobre del 2019 – un rompighiaccio tedesco, in modo da condurre approfondite indagini proprio sul ghiaccio marino del primo anno.

Fonte: Nature.com