Piante e alberi più “verdi” grazie all’aumento di CO2

Le piante e gli alberi della Terra sono più “verdi” grazie all’aumento di anidride carbonica prodotta dalla società industrializzata negli ultimi 30 anni. La “buona notizia” per la vegetazione del globo arriva da uno studio internazionale pubblicato su Nature Climate Change. Gli scienziati però mettono in guardia: i danni causati dalle emissioni di CO2 prodotte dall’uomo superano i benefici.

I ricercatori spiegano che dall’inizio degli anni Ottanta le piante e gli alberi della Terra hanno prodotto una quantità tale di nuove foglie da coprire il doppio della superficie degli Stati Uniti. Un aumento di vegetazione da ascrivere soprattutto all’aumento di anidride carbonica. Tuttavia questo non si traduce automaticamente in una buona notizia: tutti i benefici della “fertilizzazione” della CO2 possono essere temporanei, sottolineano gli scienziati, e soprattutto sono vanificati dalle conseguenze negative dei cambiamenti climatici provocati dall’anidride carbonica prodotta dall’uomo. Come le condizioni meteo estreme, l’aumento del livello dei mari o l’acidificazione degli oceani.

Sfruttando immagini satellitari e misurazioni sull’assorbimento della luce, gli scienziati hanno riscontrato una tendenza del globo ad essere più “verde” nel 25-50% del territorio coperto da vegetazione nell’arco di tempo compreso tra il 1982 e il 2009. I cambiamenti maggiori sono stati rilevati in Europa, Africa centrale, Sud-est asiatico, Amazzonia settentrionale e Nord America sudorientale. Utilizzando modelli matematici i ricercatori hanno poi stimato che il 70% dell’aumento di “verde” è dovuto all’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera.

Fonte: Ansa