Ora legale, ci siamo. Domenica 31 marzo si cambia

Novità
antonio 28 Marzo 2019
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Prossimi al cambio della guardia anche per l’ora legale. Il 31 marzo, sposteremo le lancette in avanti di un’ora

ORA LEGALE: La notte tra il 30 e il 31 marzo prossimo bisognerà tirare avanti di un’ora le lancette degli orologi, per passare così dall’ora solare allora legale. Questa però potrebbe essere una delle ultime volte che lo faremo perché il Parlamento Europeo ha votato a favore dell’abolizione dell’ora legale nel 2021. Con 410 voti a favore, 192 contrari e 51 astenuti, è passata quindi la risoluzione legislativa che stabiliva la fine del passaggio dall’ora solare a quella legale che entrerà in vigore però tra due anni, e non già nel 2019 come inizialmente paventato. Ecco cinque cose da sapere sull’iter che ha portato alla svolta decisa oggi dal Parlamento Ue, le prossime novità e i rischi per l’economia e per chi viaggia.

FUSO ORARIO, STOP ORA LEGALE: Gli stati membri dell’Unione manterranno però il diritto di decidere il proprio fuso orario: i Paesi dell’Ue che decideranno di mantenere l’ora legale dovrebbero regolare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di marzo 2021, mentre quelli che preferiscono mantenere l’ora solare dovrebbero spostare gli orologi per l’ultima volta l’ultima domenica di ottobre 2021. Le loro decisioni dovranno essere coordinate con la Commissione, per garantire che l’applicazione dell’ora legale in alcuni Paesi e dell’ora solare in altri non crei problemi per l’economia del mercato interno interno all’Unione.

FORMULAZIONE DEFINITIVA: Il testo approvato oggi rappresenta la posizione del Parlamento nei futuri negoziati con i ministri Ue per la formulazione definitiva della normativa. Nella risoluzione si afferma che la Commissione può presentare una proposta legislativa per rinviare la data di applicazione della direttiva fino al un massimo di 12 mesi se ritiene che le disposizioni previste possano pregiudicare in modo significativo e permanente il corretto funzionamento del mercato interno. Il testo approvato rappresenta la posizione del Parlamento nei futuri negoziati con i ministri Ue per la formulazione definitiva della normativa.

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