Ondate di calore potenzialmente letali entro la fine del Secolo

Clima
mario 22 agosto 2017
visibility240 Visualizzazioni

ONDATE DI CALORE POTENZIALMENTE LETALI ENTRO IL 2100

Se le emissioni di CO2 continueranno a crescere al tasso attuale alimentando il riscaldamento globale, tre persone su quattro (74%), nel mondo, saranno esposte a ondate di calore potenzialmente letali entro il 2100. L’allarme arriva da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature Climate Change.

Ondate di calore

L’evento estremo del caldo nel 2003–> ansa.it

Stando agli esperti, capitanati dall’università hawaiana di Manoa, attualmente il 30% della popolazione mondiale è esposto a ondate di calore letali per almeno 20 giorni all’anno. Se le emissioni di carbonio saranno ridotte in modo drastico, in futuro l’esposizione riguarderà comunque una persona su due (48%). “Per le ondate di calore, le nostre opzioni ora vanno da avverse a terribili”, afferma Camilo Mora, autore dello studio.

“Molte persone in tutto il mondo stanno già pagando il prezzo più alto delle onde di calore, e mentre i modelli suggeriscono che questo è probabile che continui, potrebbe andare molto peggio se le emissioni non saranno notevolmente ridotte”. Le ondate di calore hanno già dato prova del loro portato di morte. Esempio più eclatante è quella che colpì l’Europa nel 2003 facendo 70 mila vittime.   

Ondate di calore quando si verificano:

Le ondate di calore si verificano quando si registrano alte temperature per diversi giorni consecutivi. Al di sopra di una certa soglia, che è difficile da stimare in quanto coinvolge diverse variabili come l’umidità e l’assenza di ventilazione, il caldo rende più difficile la sopravvivenza. L’emoglobina che trasporta l’ossigeno del sangue fa più fatica a legarsi a quest’ultimo, con la conseguenza che ogni respiro ci dona meno ossigeno. Inoltre, se l’umidità è molto elevata il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato in modo efficace. La nostra temperatura, quindi, aumenta e può arrivare a danneggiare diversi organi vitali, tra cui il cervello. (Repubblica.it)

Tag: