ondate di calore

Ondate di calore potenzialmente letali entro la fine del Secolo

ONDATE DI CALORE POTENZIALMENTE LETALI ENTRO IL 2100

Se le emissioni di CO2 continueranno a crescere al tasso attuale alimentando il riscaldamento globale, tre persone su quattro (74%), nel mondo, saranno esposte a ondate di calore potenzialmente letali entro il 2100. L’allarme arriva da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Nature Climate Change.

Ondate di calore
L’evento estremo del caldo nel 2003–> ansa.it

Stando agli esperti, capitanati dall’università hawaiana di Manoa, attualmente il 30% della popolazione mondiale è esposto a ondate di calore letali per almeno 20 giorni all’anno. Se le emissioni di carbonio saranno ridotte in modo drastico, in futuro l’esposizione riguarderà comunque una persona su due (48%). “Per le ondate di calore, le nostre opzioni ora vanno da avverse a terribili”, afferma Camilo Mora, autore dello studio.

“Molte persone in tutto il mondo stanno già pagando il prezzo più alto delle onde di calore, e mentre i modelli suggeriscono che questo è probabile che continui, potrebbe andare molto peggio se le emissioni non saranno notevolmente ridotte”. Le ondate di calore hanno già dato prova del loro portato di morte. Esempio più eclatante è quella che colpì l’Europa nel 2003 facendo 70 mila vittime.   

Ondate di calore quando si verificano:

Le ondate di calore si verificano quando si registrano alte temperature per diversi giorni consecutivi. Al di sopra di una certa soglia, che è difficile da stimare in quanto coinvolge diverse variabili come l’umidità e l’assenza di ventilazione, il caldo rende più difficile la sopravvivenza. L’emoglobina che trasporta l’ossigeno del sangue fa più fatica a legarsi a quest’ultimo, con la conseguenza che ogni respiro ci dona meno ossigeno. Inoltre, se l’umidità è molto elevata il sudore non evapora rapidamente e il calore corporeo non viene eliminato in modo efficace. La nostra temperatura, quindi, aumenta e può arrivare a danneggiare diversi organi vitali, tra cui il cervello. (Repubblica.it)