Ondata di gelo in Nuova Zelanda

Mentre l’Italia si appresterà a “vivere” un’intensa ondata di caldo feroce da fine mese, la Nuova Zelanda è stata “travolta” da un’intensa ondata di gelo. La neve ha imbiancato persino la città di DUNEDIN.

L’inverno australe inizia a fare sul serio sul serio sulle lande dell’emisfero sud. Nei giorni scorsi una intensa ondata di freddo polare ha duramente colpito la Nuova Zelanda, ed in modo particolare (come è normale durante le ondate di freddo provenienti dai mari sub-antartici) l’Isola del Sud, dove si sono verificate le prime forti nevicate di stagione fino a quote prossime alla costa.

L’aria molto fredda, di origine polare marittima, proveniente dalle latitudini antartiche, dopo aver risalito il settore orientale dell’oceano Indiano meridionale, scaldandosi e umidificandosi notevolmente nei bassi strati, ha raggiunto i territori dell’Australia meridionale e la Nuova Zelanda, determinando un intenso calo termico che è stato accompagnato da rovesci e nevicate fino a quote collinari sull’isola del Sud. L’avvezione fredda è stata pilotata verso le isole della Nuova Zelanda da una profonda depressione extratropicale, interamente riempita di aria molto fredda e gelida in quota, piuttosto profonda, posizionata nel tratto di oceano a sud-est dell’Isola del Sud.

Questa profondissima depressione extratropicale si è contrapposta ad un promontorio anticiclonico di blocco, esteso con il proprio asse principale fra il mar di Tasman e lo spazio di mare davanti l’Isola del Nord. Lungo il bordo più occidentale del profondo ciclone extratropicale, alimentato da vari impulsi di aria molto fredda di matrice antartica marittima, il consistente“gradiente barico orizzontale” prodotto dall’interazione con la struttura anticiclonica mobile presente sul mar di Tasman, ha attivato intensi e freddi venti da SO e S-SO, al seguito di un fronte freddo ben strutturato in allontanamento verso il Pacifico meridionale, che hanno investito in pieno l’isola del Sud, dando luogo anche a delle burrasche particolarmente potenti sulle più esposte coste meridionali, dove sono state registrate raffiche di picco ben oltre la soglia dei 100 km/h. I forti venti da SO e S-SO, attivi nel settore freddo post-frontale della vasta depressione sub-polare, hanno sollevato un imponente moto ondoso che ha generato possenti mareggiate, con onde alte più di 5-6 metri, sulle coste meridionali dell’Isola del Sud.

timthumbLa città di Dunedin imbiancata dalla neve

Ma l’aria fredda, antartica marittima, lungo il settore post-frontale, è stata accompagnata anche da molta instabilità, prodotta dallo scorrimento in quota di aria molto fredda, da SO, sopra la più tiepida superficie marina. I forti contrasti termici che si sono venuti a determinare con la più mite superficie marina, oltre ad inasprire il “gradiente termico verticale”, hanno incentivato la formazione della classica nuvolosità puntiforme, agevolando la formazione di imponenti addensamenti nuvolosi cumuliformi (cumuli e cumulonembi), carichi di piogge, rovesci, nevicate a bassa quota e persino grandinate di piccola e media taglia. Di solito questa nuvolosità viene evidenziata dalle moviole satellitari con i classici “ciottoli” o nubi puntiformi e si sviluppa all’interno del settore freddo post-frontale di un intenso ciclone extratropicale e rappresenta le varie linee di instabilità (derivate anche dalla rotazione dei venti al suolo più verso nord) che seguono il passaggio del fronte freddo.

Alcuni di questi rovesci che hanno fatto seguito all’umido e freddo flusso post-frontale da SO, hanno portato le prime nevicate a bassa quota sui rilievi interni neozelandesi. Nevicate che a tratti sono divenute intense e persistenti, creando notevoli disagi visto l’impraticabilità di molte strade di montagna nell’isola del Sud. Le nevicate più intense si sono avute sulla regione di Otago, dove la “dama bianca” ha ammantato le colline, con accumuli anche di oltre 4-5 cm di neve fresca dopo il passaggio degli intensi rovesci di neve in risalita dall’oceano Indiano merdionale. Ma a quote più elevate gli accumuli nivometrici avrebbero superato i 30-40 cm di altezza, con picchi di oltre il mezzo metro, creando notevoli disagi ai trasporti e rendendo impraticabili tutte le strade di montagne.

A tratti, durante le fasi più intense delle precipitazioni, con il temporaneo abbassamento della quota dello “zero termico” la neve ha raggiunto parte della fascia costiera della regione di Otago, imbiancano persino la città di Dunedin, capoluogo della regione di Otago. Poco più a nord invece i forti rovesci di pioggia che hanno colpito in modo incessante le coste occidentali dell’Isola del Sud hanno determinando degli allagamenti e piccole inondazioni per l’esondazione dei principali fiumi, sovraccaricati dalle forti precipitazioni di questi ultimi giorni. I disagi maggiori li ha patiti proprio la città di Hokitika che è stata completamente allagata dall’onda di piena dell’omonimo fiume e molti allevamenti sono stati invasi dal fango. Il freddo, pur attenuandosi gradualmente, continuerà ad interessare la Nuova Zelanda e l’Australia meridionale, con nuove gelate notturne sulle aree montuose interne, favorite in larga parte dai cieli sereni o poco nuvolosi che garantiranno l’ambiente ideale per la formazione di intense inversioni termiche.