New York Times: il Molise è tra le mete da visitare nel 2020. Poi Urbino e la Sicilia

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Gianfranco 19 Gennaio 2020
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Visitate il Molise, è meraviglioso. Tra le destinazioni del 2020 secondo il New York Time. Il quotidiano Usa inserisce la regione tra le 52 mete da visitare nel 2020 ed è la rivincita del luogo con il record negativo in tutte le classifiche, dal turismo alla natalità

Il New York Times mette il Molise fra le 52 mete da visitare nel 2020 ed è la rivincita della Regione che ha il record negativo in tutte le classifiche sul turismo, oltre che su natalità, disoccupazione, spopolamento. Finora, la fama non era granché. «Il Molise non esiste» è addirittura un refrain complottista che gira sul web con teorie strampalate, tipo che sia un luogo immaginario, «creato da uno stupratore e spacciatore per attribuire i suoi misfatti ai mitologici molisani». Un video del 2015 intitolato «Il Molise non esiste» ha oltre 1.600.000 visualizzazioni su Youtube e anche Maurizio Crozza si è esibito in una gag sul tema.

TURISMO IN MOLISE: Sono inafferrabili anche i dati sul turismo: nel 2017, le notti trascorse in albergo sarebbero state 42.197 per l’Eurostat e 131 mila per Confartigianato. In generale, le presenze sono circa 450 mila l’anno e, come rileva l’Istat, solo l’8 per cento sono di stranieri. Invece, a sorpresa, per il New York Times, il Molise è 37esimo nella lista delle mete imperdibili. Prima è Washington, settima la Sicilia, 51esima Urbino. Il Molise, si spiega, piace perché è incontaminato e vi sopravvive l’Italia autentica. Piace per il Parco Nazionale, dove si avvistano gli orsi, e per quello del Matese, con i suoi laghi. Piace la ‘Ndocciata di Agnone, una processione di alte torce, o il festival Carrese di Ururi, un palio di buoi e cavalli. Il quotidiano americano raccomanda di visitare anche il sito archeologico di Saepinum, che ha «terme e un foro che rivaleggiano con Roma, ma senza la folla», e caldeggia i tratturi della transumanza, ora diventate patrimonio dell’Unesco, e la Transiberiana d’Italia, un trenino anni ‘20, che va fra paesaggi mozzafiato.

TERMOLI E CAMPOMARINO: Meritano una segnalazione anche le spiagge di sabbia bianca di Termoli e Campomarino, il castello di Campobasso e la cattedrale di Isernia. L’assessore al Turismo Vincenzo Cotugno, eletto nel 2018, guarda al futuro con ottimismo: «Abbiamo varato il Piano Strategico per Turismo e Cultura e un bando da 20 milioni per progetti di microricettività, siamo una terra di piccoli borghi. E abbiamo ricevuto un finanziamento da 220 milioni di cui 130 per valorizzare i tratturi». Critici i trasporti: l’aeroporto non c’è; a Campobasso e Isernia arrivano solo treni regionali; un’autostrada che colleghi quelle di Tirreno e Adriatico è giusto un desiderio. Intanto, Cotugno punta al turismo di ritorno: «Abbiamo 305mila molisani qui e un milione nel mondo». Il più celebre è Robert De Niro: i nonni erano di Ferrazzano e il divo aveva detto «se vince Trump, torno in Molise», ma non s’è ancora visto. Non torna neanche il cantante Tony Dallara, nato a Campobasso ed emigrato a Milano bambino: «Ci sono andato solo quando ho finanziato il restauro della Madonna del Monte. Da allora, m’invitano sempre a cantare», racconta, «ma non mi fanno mai una vera offerta né ammettono, cuore in mano, che non possono pagare».

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