Meteoropatia: quando il clima incide sul benessere personale

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Redazione MeteoInMolise 26 Febbraio 2019
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Ti svegli, c’è il sole ed è subito energia e buon umore. Cielo grigio e pioggia, umore sotto lo zero. Se vivi sulla tua pelle questa correlazione meteo-umore ti sarà  capitato di sentirti dire che sei meteoropatico/a. Ma siamo certi che soffri di questa sindrome?

La meteoropatia è¨ da considerarsi un disturbo dell’ umore ed è caratterizzata da un complesso di sintomi e/o di reazioni patologiche che si presentano quando c’è¨ una variazione graduale o repentina di uno o più fattori meteorologici su un dato territorio. I disturbi dell’umore, come ampiamente approfondito in siti e portali di psicologia, possono avere numerose cause e declinazioni.

fattori meteorologici a cui si fa riferimento sono molteplici non si tratta soltanto di sole e pioggia.

Rientrano: la pressione atmosferica, la temperatura dell’ aria, l’ umidità  relativa, la forza del vento, i temporali (in particolare il corredo di ionizzazione negativa dell’aria), lo stato elettrico e la turbolenza. Alcuni sono fattori davvero insospettabili, difficili da collegare all’ umore. E’ il caso del vento che ostacola semplici attività, come camminare e mantenere l’ equilibrio, portando le persone ad essere più nervose ed aggressive. Le forme di meteoropatia sono diverse: si va da una depressione invernale grave a forme di letargia, sonnolenza e disturbi fisici. Nel 1982 è stata riconosciuta come vera sindrome che può colpire alcuni soggetti in estate ed altri in inverno.

Molti sono i pazienti che ne soffrono in inverno, la sindrome scatta a fine estate e scompare a fine marzo. I principali sintomi delle meteoropatia sono mal di testa, depressione, difficoltà di concentrazione e di memorizzazione, insonnia. Una bella giornata di sole che rende propositivi o una giornata di pioggia che rende pigri e irritabili è un conto. Altro è soffrire di meteoropatia. I pazienti affetti da tale disturbo infatti presentano gravi alterazioni dell’ umore tali da renderli due persone completamente diverse: una dell’ estate e un altra dell’ inverno.

Chi soffre di meteoropatia?

Il professore Angelico Brugnoli, esperto in meteoclimatologia, sostiene che i soggetti maggiormente colpiti da meteoropatia sono in primis i neurolabili. Ossia quegli individui caratterizzati da una particolare sensibilità , che affrontano la vita con una certa emotività  anche ingiustificata. A quest’ ultimi si aggiungono i pazienti affetti da depressione ed ansia.

Il meteoropatico sviluppa un malessere diffuso prima che si presentino cambiamenti climatici, di norma 48-24 ore prima. I sintomi più frequenti sono:

  • aumento della depressione psichica e fisica
  • cefalea
  • ipotensione
  • desiderio di rifugiarsi nella propria abitazione o in altri luoghi al chiuso
  • dolori articolari e muscolari a causa della diminuzione della soglia del dolore
  • difficoltà  a respirare
  • palpitazioni
  • disturbi dell’ umore
  • irritabilità

I sintomi su elencati possono durare uno o due giorni. Solitamente diminuiscono fino a scomparire quando la perturbazione è in atto ma ritornano quando ve ne è un’ altra in arrivo. Quando una o più perturbazioni si susseguono i sintomi diminuiscono di intensità  in quanto si verifica una sorta di adattamento. Quanto detto si verifica sia per le perturbazioni a fronte caldo che freddo. Ad oggi sono state riconosciute 3 forme di meteoropatia: primaria quando i sintomi sono di natura psicosomatica, secondaria quando si verifica un peggioramento delle condizioni fisiche già  presenti e la depressione invernale.

Quali sono le cure per la meteoropatia?

A livello farmacologico trattandosi di una forma di depressione vengono spesso utilizzati diversi tipi di antidepressivi. I farmaci principalmente utilizzati sono gli inibitori selettivi della serotonina che regolano i livelli cerebrali di serotonina e che hanno, rispetto alla maggior parte degli antidepressivi, minori effetti collaterali. Altro trattamento efficace è la terapia della luce. I risultati terapeutici sono documentati a livello scientifico e a differenza degli antidepressivi il paziente non rischia di sviluppare pericolose dipendenze. La light therapy prevede l’ utilizzo di diversi tipi di fonti luminose, schermi luminosi e lampade.

Il paziente dovrà sedersi a circa 50-70 cm dalla fonte luminosa per un periodo di tempo che va dai 15 minuti a un’ ora e mezzo al giorno. Durante l’ esposizione può lavorare, leggere, guardare la tv. La durata di ogni singola esposizione, il tipo di lampada utilizzato e l’ intensità  della luce vengono decisi in base a specifici test diagnostici, dalla valutazione della qualità  del sonno e del ritmo sonno-veglia. La durata del trattamento dipende dall’ intensità  del disturbo e dalla risposta individuale. Per avere i primi risultati si stima che siano sufficienti dalle 2 alle 4 settimane. Infine vi sono le cure naturali che prevedono l’ assunzione di infuse e tisane con proprietà  calmanti a base di biancospino, valeriana, salvia, camomilla.

Consigli utili: alimentazione e sport

Come sempre una sana alimentazione e lo sport sono sempre gli alleati migliori. La dieta deve essere varia ed equilibrata, ricca di sostanze antiossidanti e di cibi che migliorano il sistema immunitario. Gli sport consigliati sono yoga e pilates, ottimi antidoti contro lo stress. Bastano anche lunghe passeggiate, l’ importante è trascorrere molto tempo all’ aria aperta anche dell’ inverno.

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