tempeste tropicali

Le tempeste tropicali: Uragani, Tifoni, Cicloni

LE TEMPESTE TROPICALI

Le tempeste tropicali si definiscono “cicloni” quando raggiungono velicità fino a 120 km/h. Questi cicloni hanno nomi diversi a seconda delle regioni. In America sono definiti “uragani”, in India “cicloni tropicali” e in Cina “tifoni”.

L’australiano Clement Wragge (1852-1922) ebbe l’idea di dare un nome a ogni uragano. Si dice che cercasse nomi di donne che non gli piacevano. Dal 1970 esiste una lista di nomi femminili e maschili, con cui sono stati battezzati nel corso degli anni i nuovi uragani.

Gli uragani si sviluppano sopra gli oceani caldi, in genere d’estate e d’autunno. Con l’evaporazione si formano grandi masse nuvolose (cumulonembi); il vento avanza e crea un moto rotatorio attorno a un centro privo di nubi, “l’occhio del ciclone”.

Nell’emisfero boreale il ciclone si sposta in senso orario, mentre nell’emisfero australe si muove in senso contrario. Dato che questo impulso rotatorio manca nella zona equatoriale, qui non si sviluppano i cicloni, nonostante l’alta temperatura dell’acqua.

L’aria che sale entra nel vortice che la porta verso l’alto, mentre al centro l’aria scende, si riscalda e perde la sua umidità. “L’occhio” di un uragano diventa l’asse rotatorio della tempesta con un diametro di 15-50 km. Il vero e proprio ciclone raggiunge dimensioni di 1000 km e più.

Alcuni presentano raffiche di vento con una velocità superiore ai 300 km/h. Se si abbattono con forza sulla terraferma portano con sè enormi masse d’acqua. Le case vengono trascinate nel vortice come mattoncini per costruzioni di giocattolo, i flutti sommergono intere strisce di terra e le masse nuvolose rovesciano sulla terra piogge come nel diluvio universale.

Nelle regioni costiere densamente popolate dell’Asia occidentale e meridionale ogni anno migliaia di persone muoiono o perdono la propria abitazione. Se la tempesta prosegue verso l’interno essa perde forza poichè il rifornimento di vapore acqueo viene a mancare.

La formazione di cicloni tropicali è favorita dall’effetto serra. Sempre più fasce marine raggiungono la temperatura di 27 °C. Inoltre gli oceani si scaldano più velocemente, cosa che può portare alla formazione dei cicloni prima della fine dell’estate.