Un motoscafo in un porto congelato a Orient Heights Yacht Club a Boston, Massachusetts, 14 febbraio 2015. (Darren McCollester/Getty Images)

“L’ attività solare crollerà dopo il 2030″: si rischia una mini era glaciale

Il modello usato nello studio sta producendo delle previsioni con un’accuratezza senza precedenti e suggerisce che l’ attività solare calerà del 60% dopo il 2030

Gli scienziati mettono in guardia: il Sole “andrà a dormire” nel 2030, causando un crollo delle temperature e una possibile “mini era glaciale” per la Terra. E’ quanto emerge da un nuovo studio – riportato da ScienceDaily – secondo il quale dopo il 2030 l’attività solare subirà un brusco crollo, e questo porterà a un ritorno al periodo chiamato “minimo di Maunder” (caratterizzato da una attività solare molto scarsa) che coincise, fra il 1645 e il 1715, con la parte centrale e più fredda della cosiddetta “piccola era glaciale” verificatasi in Europa e Nord America. A detta del team scientifico, il modello usato nello studio sta producendo delle previsioni con un’accuratezza senza precedenti e suggerisce che l’attività solare calerà del 60% dopo il 2030.

E’ da almeno 172 anni che gli scienziati hanno scoperto che l’attività solare varia nell’arco di un periodo di 10-12 anni, ma ogni ciclo è diverso, e finora nessun modello è riuscito a spiegare il motivo delle fluttuazioni. Secondo molti fisici, la causa della scarsa attività è da imputarsi a una dinamo, causata dalla convezione di fluidi all’interno del Sole. Ora la dott.ssa Valentina Zharkova e i suoi colleghi hanno scoperto che aggiungendo una seconda dinamo vicino alla superficie, il quadro diventa più completo e plausibile.

Abbiamo scoperto che i componenti delle onde magnetiche appaiono in coppia, originando due differenti strati all’interno del Sole. Entrambi hanno una frequenza approssimativa di 11 anni, anche se questa frequenza è leggermente diversa e si compensa nel tempo. Durante il ciclo, le onde fluttuano tra gli emisferi nord e sud del Sole. Combinando entrambe le onde e raffrontando i dati reali dell’attuale ciclo solare, abbiamo scoperto che le nostre previsioni hanno un’accuratezza del 97%,” ha dichiarato la dott.ssa Zharkova. Il team ha creato il modello utilizzando una tecnica detta “analisi della componenti principali” relativamente alle osservazioni del campo magnetico effettuate al Wilcox Solar Observatory in California, hanno quindi esaminato tre cicli solari, dal 1976 al 2008, e hanno confrontato le previsioni con il numero medio di macchie solari, un altro forte indicatore dell’attività solare: tutte le previsioni e le osservazioni coincidevano.

Con riferimento quindi ai prossimi cicli solari, il modello prevede che la coppia di onde si controbilancerà sempre di più durante il Ciclo 25, il cui picco sarà nel 2022. Durante il Ciclo 26, che va dal 2030 al 2040, le due onde saranno sfasate e ciò causerà una significativa riduzione dell’attività solare. “Durante il Ciclo 26, le due onde saranno l’immagine speculare l’una dell’altra, avranno il picco nello stesso momento ma negli emisferi opposti del Sole. La loro interazione sarà dirompente, e tenderanno a cancellarsi l’un l’altra. Prevediamo che ciò porterà a caratteristiche del ‘minimo di Maunder’,” continua la dott.ssa Zharkova. “Effettivamente, quando le onde sono approssimativamente in fase, possono generare una forte interazione, o risonanza, ed abbiamo una forte attività solare. Quando non lo sono, si verifica il minimo solare. Quando si verifica una fase di separazione totale tra le due onde, si verificano le condizioni osservate l’ultima volta durante il ‘minimo di Maunder’ 370 anni fa.