Webcam di Lanciano (CH)

Webcam di Lanciano (Chieti)
Webcam di Lanciano
Webcam Lanciano centro

La webcam di Lanciano dal centro cittadino. Lanciano  è un comune italiano di 35.430 abitanti della provincia di Chieti, in Abruzzo, centro più importante del Comprensorio Sangro-Aventino e meta di pellegrinaggi grazie al suo miracolo eucaristico.

Città di antica tradizione, fu capoluogo dei Frentani e poi municipio romano; ebbe il titolo di città nel 1212 per volere di Federico II di Svevia. È inoltre insignita di medaglia d’oro al valor militare.

Territorio

Il territorio del Comune di Lanciano si estende per 66 km² nella fascia collinare che dalle pendici della Maiella digrada verso il mare. Esso è composto prevalentemente da colline, ma comprende anche un’importante parte pianeggiante nella val di Sangro. La sua altimetria varia dai 33 m s.l.m., in contrada Serre vicino al fiume Sangro, fino ai 410 m s.l.m., che si raggiungono nella frazione San Nicolino al confine con Castel Frentano. Il centro cittadino è situato a 265 m s.l.m. (rilevati in Piazza del Plebiscito, davanti al Municipio).

Clima

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6,2 °C; quella dei mesi più caldi, luglio e agosto, è di +24,2 °C .

La neve cade tutti gli anni mediamente 2-3 volte, in qualche caso anche nel tardo autunno o ad inizio primavera; d’estate, specie in luglio ed agosto, non sono infrequenti i giorni di afa. Monitorare oggi le condizioni meteo con la webcam di Lanciano.

Le origini di Lanciano affondano nel mito. La tradizione vuole che sia stata fondata nel 1179 a.C. da Solima, profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea, un anno dopo la distruzione della stessa Troia nel 1180 a.C., col nome di Anxanon o Anxia (dal nome di un compagno morto in guerra). Al di là dell’epica, la datazione potrebbe essere verosimile: infatti, alcuni ritrovamenti archeologici dimostrerebbero che il sito di Lanciano è stato abitato con continuità dal XII secolo a.C. Nei dintorni, inoltre, sono state rinvenute tracce di insediamenti neolitici fin dal V millennio a.C.

Secondo le notizie di alcuni storici romani (Varrone, Livio e Plinio il Vecchio), in seguito Anxanon fu capitale del popolo Frentano, popolo di stirpe sannitica che occupò l’area costiera tra il Pescara ed il Fortore a partire dal V secolo a.C.. Dopo la sconfitta subita nel 304 a.C. i Frentani divennero foederati dei Romani, status che conservarono fino al termine della guerra sociale, quando ebbero la cittadinanza romana. Fu allora che la città fu ordinata in seno alla Repubblica Romana come municipium. In quest’epoca dovette subire la romanizzazione del nome, da Anxanon in Anxanum.

Fin dall’età antica la città ha dovuto la sua prosperità al commercio, che in epoca romana si svolgeva attraverso le fiere chiamate nundinae. Questa vocazione le deriva da una collocazione “strategica”: è a pochi chilometri dal mare ma è in collina, quindi meglio difendibile; inoltre, è vicino ad un’antichissima rotta commerciale che collegava la Pugliaall’Italia settentrionale già in età preromana. Questo tracciato, probabilmente legato al tratturo L’Aquila-Foggia per la transumanza delle greggi, in epoca romana divenne una strada (la via Flaminia Adriatica) che partiva da Hostia Aterni (poi Pescara) ed arrivava fino in Puglia passando per Ortona, Anxanum e Histonium (Vasto).

Webcam di Lanciano

Scorcio del nucleo medievale

Medioevo

Con il crollo dell’Impero Romano, Lanciano subì saccheggi dai Goti. In seguito, con l’invasione dell’Italia da parte dei Longobardi, fu conquistata e rasa al suolo (probabilmente nel 571). I nuovi dominatori si insediarono sul colle Erminio, intorno al quale cominciò a ricostituirsi un nucleo abitativo. Da questo trarrà origine il più antico quartiere medioevale: Lancianovecchia. Lanciano dovette poi subire la conquista bizantina nel 610 e, sul finire dell’VIII secolo, quella dei Franchi, i quali l’aggregarono prima al ducato di Spoleto e poi a quello di Benevento.

Nel 1060 fu annessa dai Normanni all’istituendo Regno di Sicilia (che diverrà Regno di Napoli nel 1372). Di fatto, Lanciano seguì le vicende politiche e dinastiche di questo regno fino all’Unità d’Italia. Estinta che fu la dinastia Normanna, vide il susseguirsi delle dominazioni degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi.

Superati gli anni bui, Lanciano prosperò grazie al rifiorire delle sue fiere (una in maggio ed una in settembre), tanto da diventare, nel Trecento, il più grande centro abitato d’Abruzzo (6500 abitanti nel 1340). L’incremento demografico si accompagnò all’espansione urbanistica del centro urbano: tra XI e XII secolo furono edificati gli altri quartieri storici e fu ultimata la nuova cinta muraria, dotata di nove porte (solo una delle quali è sopravvissuta fino ad oggi: Porta San Biagio). La struttura urbana di Lanciano arrivò così ad essere quella tuttora visibile nel centro storico.

La sua importanza come emporio fu riconosciuta conferendole lo status di università demaniale, cioè di città non sottoposta a nessun feudatario, ma amministrata direttamente dal re. Questo privilegio le fu accordato nel 1212 dall’imperatore Federico II di Svevia e fu confermato e reso perpetuo nel 1259 da Manfredi, re di Napoli. Ad esso si accompagnava l’esenzione delle merci da dazi e dogane ed il diritto di eleggere, oltre agli amministratori ordinari, un magistrato, detto Mastrogiurato, che durante le fiere deteneva i poteri normalmente in mano al Giudice Regio.

Fin dal Medioevo, a Lanciano sorsero molte industrie: in primo luogo, fabbriche di tele finissime e di stoffe di lana e seriche. Nel XV secolo si affermarono molte altre produzioni: le ceramiche, la fabbricazione degli aghi, l’oreficeria e l’industria del ferro, dei bronzi, dei cuoi e delle pelli.

In quest’epoca, una rivalità particolare si instaurò con la vicina città di Ortona, che era il porto preferenziale per l’afflusso delle merci alle fiere, a causa dei dazi che questa città imponeva sulle merci che vi transitavano. Sul finire del XIV secolo Lanciano ottenne dall’Abbazia di San Giovanni in Venere la concessione per costruire un porto a San Vito: ciò fu motivo di nuove guerre con gli ortonesi, composte solo dalla mediazione di San Giovanni da Capestrano nel 1427.

Nel 1441 re Alfonso V d’Aragona ripagò l’appoggio avuto contro gli Angioini, concedendo a Lanciano il diritto di battere moneta mediante l’istituzione di una Zecca. All’apice della sua ricchezza, la città arrivò a possedere più di 40 feudi. Un riconoscimento dell’importanza raggiunta fu l’istituzione, nel 1515, di una diocesi distinta da quella di Chieti, poi elevata ad arcidiocesi nel 1562.

Webcam di Lanciano

Mappa medievale della fortezza di Lanciano, ad opera di Piri Reis

Dal Cinquecento ad oggi

Nel Cinquecento ebbe inizio una fase di declino per l’economia lancianese. Nel 1544 Lanciano perse molti dei suoi feudi a causa del suo sostegno a Francesco I, re di Francia, nella guerra contro l’imperatore Carlo V d’Asburgo. In quegli stessi anni, il regno di Napoli perdeva la sua autonomia, riducendosi ad una pedina di scambio nelle contese tra le grandi potenze europee. A causa della sua posizione di frontiera, l’Abruzzo soffrì particolarmente per queste contese, che videro opposti spagnoli e francesi per tutti il XVI ed ilXVII secolo e sfociarono nella guerra aperta tra spagnoli ed austriaci all’inizio del XVIII secolo. Anche Lanciano, nel suo piccolo, risentì di questo quadro ed andò in crisi a causa dell’incapacità amministrativa dei Capitani del Popolo spagnoli e dei forti tributi imposti.

Il momento peggiore fu nel 1640: Lanciano perse i suoi privilegi di città demaniale, fu creata baronia e passò di mano tra vari feudatari. Il vassallaggio durò più di un secolo e portò un notevole impoverimento della città, vessata dai nuovi padroni. Nonostante le numerose ribellioni, Lanciano riacquistò la sua libertà solo nel 1778, dopo l’ascesa al trono di Napoli dei Borbone.