Il volto invernale delle cascate del Niagara

Una delle più spettacolari conseguenze del gelo polare che in questi giorni interessa Canada e Stati Uniti: il parziale congelamento dei salti d’acqua più famosi d’America: le cascate del Niagara.

Anche questo inverno i salti d’acqua più famosi del mondo non mancano di mostrare il loro abito di stagione: un candido manto bianco che ricopre alcuni strati delle cascate al confine tra Usa e Canada quando il termometro scende pericolosamente sotto lo zero.

Il brusco calo delle temperature, precipitate a -13 °C sotto zero tra lo Stato di New York e quello canadese dell’Ontario, ha provocato il parziale congelamento delle cascate del Niagara, un fenomeno non raro documentato più volte nel corso della storia

I salti, che raggiungono un’altezza massima di 52 metri, non congelano completamente. Il ghiaccio interessa solo alcuni settori, e anche in questi casi, sotto agli strati solidi, l’acqua continua a scorrere.

Ci vorrebbero ben altri stravolgimenti climatici per far ghiacciare completamente le 3.160 tonnellate d’acqua che fluiscono ogni secondo nelle celebri cascate.

Il “guscio” ghiacciato, circondato da una spessa nebbiolina di acqua e neve, conferisce alle cascate un aspetto fiabesco, dai suoni più ovattati del solito.

Le rigide temperature non scoraggiano la folla di turisti che accorre qui per godersi lo spettacolo, esattamente come era successo lo scorso anno, quando i salti d’acqua erano gelati a causa del Vortice Polare.

Anche i quattro Grandi Laghi tributari alimentati dal fiume Niagara, Superior, Michigan, Huron e Erie, risentono degli effetti del maltempo. Secondo il Great Lakes Environmental Research Laboratory, i grandi specchi d’acqua sono ricoperti di ghiaccio per l’85%, con il Lago Erie che detiene il record del 98% di superficie ghiacciata.

A causa dei fenomeni climatici che conferiscono alle cascate il loro curioso aspetto, gli introiti derivanti dal flusso turistico alle cascate sono cresciuti del 67% nell’ultimo anno. Si stima che alle cascate accorrano ogni anno circa 20 milioni di visitatori da tutto il mondo.

Il freddo record di questi giorni in Canada e Nord America sarebbe un gentile “souvenir” della “Siberian Express”, una massa d’aria gelida proveniente dal nord della Russia, che attraverso il Polo ha raggiunto questi territori.

Soltanto in un paio di occasioni le cascate sono quasi completamente ghiacciate, per un certo periodo di tempo.

La prima è stata nel 1848, quando un ingorgo di ghiaccio formatosi più a monte nel fiume Niagara ha temporaneamente arrestato lo scorrere dell’acqua sotto allo scrigno di ghiaccio delle cascate congelate.

La seconda si è (quasi) verificata lo scorso anno, tra febbraio e marzo, in pieno vortice polare.

Quest’anno il guscio ghiacciato delle cascate è stato il palcoscenico dell’impresa di Will Gadd e Sarah Hueniken, due scalatori canadesi esperti di arrampicata sul ghiaccio. Il 27 gennaio i due sono stati i primi a scalare le cascate del Niagara parzialmente ghiacciate: sono saliti dal tratto delle Horseshoe Falls, usando i picconi per mantenere il corpo adeso a una sottile striscia di ghiaccio, per una scalata di 46 m di altezza. Gadd ha raccontato che poteva sentire l’acqua scorregli sotto la pancia.

Fonte: Focus