GELATE, un pericolo per l’uomo e l’ambiente 2^parte

Clima Varie
Annibale 13 Novembre 2018
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Seconda parte dedicata al fenomeno delle gelate che andrà ad approfondire questo tema nell’ambito agricolo andando ad illustrare tutti i danni, i rimedi e come prevenire questi fenomeni.

GELATE CONSEGUENZE: Come già detto nella prima parte dell’articolo, le gelate in ambito agricolo sono un vero e proprio pericolo per quanto riguarda la produzione ortofrutticola; basti pensare che già una variazione leggera della temperatura oppure un aumento della ventilazione fredda nei terreni esposti alle correnti può arrecare danni come rotture di rami e caduta di frutti.Non a caso per combattere la causa relativa al vento, possiamo subito pensare a delle barriere frangivento che possono essere formate in maniera ecologica e con impatto ambientale pari allo zero, ovvero creandole con alberi con chiome alte e folte sin dalla prima parte del tronco fino in cima. Le stesse, tuttavia, dovranno essere rigorosamente sempreverdi.  Le più utilizzare per questo scopo sono i cipressi e l’olivo cipressino (sarda utilizzata esclusivamente come frangivento).

GELATE, GRANDINE: Purtroppo, a creare ulteriori danni è un altro tipo di ghiaccio, che nella maggior parte delle volte troviamo nelle stagioni “più belle” ovvero la grandine: prima causa di danno perché per il discorso temperature rigide sono state create delle cultivar resistenti a molte diversità climatiche, per quanto riguarda la grandine ci sono soluzioni passive come l’assicurazione sulla oultura che comunque andrebbe a gravare sulla contabilità dell’azienda agricola (VI RICORDIAMO CHE POTETE USUFRUIRE DELLE NOSTRE PERIZIE CERTIFICATE) o attive come:

RIMEDI PER I DANNI DELLE GELATE:

-Le reti antigrandine, sono molto utilizzate grazie alla loro funzionalità che è molto elevata ma ha anche il rovescio della medaglia, cioè i costi molto alti e l’effetto ombreggiante dovuto dalla densità delle maglie delle reti che potrebbero dare problemi alla maturazione e alla colorazione dei frutti. Vengono utilizzate soprattutto nelle colture da reddito come le mele, pesche, pere e nei vigneti.

-Cannoni detonanti, sono veri e propri cannoni a forma d’imbuto, rivolti verso l’alto che facendo detonare del gas vanno a creare delle onde d’urto che arrivando nel nucleo, dove si sta creando la grandine va a evitare la formazione o a rompere i chicchi. Su questo metodo però non ci sono certezze nell’efficacia perché il rumore emesso arriverebbe al nucleo molto debole e quindi rispetto ad un tuono che possiamo riscontrare durante un temporale sarebbe nulla. Da un punto di vista meramente di natura scientifica, esprimiamo chiaramente perplessità importanti ritenendolo un metodo ASSOLUTAMENTE SENZA LEGAME SCIENTIFICO.

-Razzi esplodenti, hanno fondamentalmente lo stesso principio dei cannoni sopra indicati ma l’esplosione avviene ad altezze diverse perché decolla dal suolo per arrivare ad un’altezza di circa 2000 metri, ma comunque l’altezza è insufficiente per andare a disintegrare i chicchi di grandine e perciò è sempre un metodo poco efficace. Da un punto di vista meramente di natura scientifica, esprimiamo chiaramente perplessità importanti ritenendolo un metodo ASSOLUTAMENTE SENZA LEGAME SCIENTIFICO.

-Nucleazione artificiale, consiste nell’andare a distribuire nell’aria dello ioduro d’argento attraverso aerei o attraverso dei razzi. Viene usata questa sostanza perché ha un effetto nucleante che è un semplice principio in cui essa va a creare ulteriori nuclei di condensazione e quindi a creare goccioline più piccole e di conseguenza chicchi di grandine minuscoli, non pericolose per fiori e frutti. Dubbi sulla validità scientifica

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