Freddo previsto a metà mese: punti fermi e note dolenti

Veniamo da un lungo periodo dominato da un Vortice Polare veramente forte che, fino a questo momento, ci ha fatto vivere un inverno tutt’altro che freddo e nevoso. Studi scientifici dicono che le influenze di una struttura così possente possono durare per due mesi. Or bene, la scadenza è ormai prossima. Le manovre di disturbo a carico del Vortice hanno condotto all’imponente ondata di gelo dell’Europa orientale e alla riapertura della porta atlantica alle medie latitudini. Le ultime pulsazioni calde andranno a destrutturare ulteriormente il trottolone gelido, ma per costringerlo alla resa definitiva occorrerà ancora del tempo.

Quel che è certo è che le manovre artiche ci saranno eccome. Questo è uno dei punti fermi indicati in apertura. Altri punti fermi sono rappresentati da alcuni indici climatici disposti favorevolmente: AO, NAO, PNA. A voler essere pignoli i primi due è bene che non si orientino su valori troppo negativi, perché altrimenti le manovre dei nuclei d’aria gelida potrebbero rivelarsi a noi sfavorevoli. Almeno in un primo momento. Tuttavia, è giusto dirlo, la “tripletta” dovrebbe garantirci varie occasioni per l’arrivo dell’inverno.

Ma allora, cos’è che sta scatenando la bagarre tra gli appassionati più accaniti? Beh, sicuramente quella depressione atlantica che nelle ultime corse modellistiche sembra voler inibire l’elevazione dell’Alta delle Azzorre. Prima di sciogliere definitivamente la prognosi occorrerà attendere ancora qualche giorno, ma quel che è certo è che alcune forzanti climatiche – vedi ad esempio El Nino strong – stanno modulando il flusso subtropicale dirottandolo molto a sud creando quindi i presupposti per disturbi consistenti alle fondamenta del blocco anticiclonico. La domanda a questo punto è la seguente: come si risolverà l’accesa disputa? Sarà solamente il tempo a dircelo…

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Fonte: MeteoGiornale