Forzanti naturali di modificazione del clima

Clima
Giampietro 20 Dicembre 2018
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Le forzanti naturali, una disamina delle stesse

Riprendendo il discorso sulle estreme oscillazioni climatiche intervenute a più riprese lungo tutto il corso della storia della Terra, bisogna senz’altro notare che, sebbene a livello macro, ovvero su periodi lunghi su scala quasi geologica, tali oscillazioni siano cicliche e precise nei loro corsi e ricorsi, tuttavia vi sono periodi in cui il clima globale esula dalle forzanti macro e diviene più irregolare.

FLUTTUAZIONI CLIMATICHE: È capitato piuttosto di frequente che questi “up and down” tra caldo e freddo non solo siano stati piuttosto repentini se paragonati ai tempi normali delle fluttuazioni climatiche, ma anche frutto di forzanti “esterne”, ovvero non dettate dai fattori astronomici che di solito influenzano il clima globale. È accertato infatti, come mostrato da innumerevoli studi, che a causare periodi di freddo intenso siano intervenuti fattori “chimici”, per così dire. L’enorme esplosione di un mega vulcano infatti, tanto per fare un esempio immediato, rilascia in atmosfera una quantità esorbitante di gas serra, centinaia di miliardi di metri cubi di CO2 e acido solforico.

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NUBE VULCANICA: Una nube vulcanica contiene vapore acqueo e altri gas come anidride carbonica e anidride solforosa. Polveri e gas vengono espulsi nell’atmosfera e lì stazionano per un lungo periodo, per via delle loro dimensioni microscopiche e della loro leggerezza, viaggiando lungo i sistemi di circolazione principali e finendo alla fine per interessare l’intero pianeta. Gli studiosi hanno decretato senza ombra di dubbio una stretta correlazione tra grandi eventi vulcanici ed oscillazioni climatiche. Le ingenti quantità di polveri e gas in sospensione riflettono infatti una gran parte delle radiazioni solari in arrivo causando un abbassamento della temperatura media su scala globale. Ciò fondamentalmente avviene perché un’eruzione vulcanica consiste nella formazione in stratosfera di acido solforico dai gas emessi dal vulcano. L’acido solforico si viene a trovare in una soluzione acquosa sotto forma di minuscole gocce all’interno di vaste nubi che riflettono la radiazione solare, producendo pertanto un raffreddamento della parte bassa dell’atmosfera e quindi della superficie.

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FORZANTI NATURALI, ERUZIONE: Un esempio lampante di ciò fu l’eruzione del vulcano Tambora in Indonesia, avvenuta nel 1815. Questa enorme esplosione immise nell’atmosfera una quantità di ceneri tale da causare la completa oscurità per tre giorni per un raggio di 500 km intorno al vulcano. A ciò si aggiunga il fatto che l’eruzione del Tambora non fu l’unica in quel periodo: in concomitanza con essa infatti esplosero il vulcano Soufrière, nei Caraibi, nel 1812 e l’anno prima il vulcano Mayon, nelle Filippine. Tutte queste eruzioni furono della massima categoria (VEI 6/7) e riversarono enormi quantitativi di cenere e polvere nell’atmosfera, producendo un denso strato di polvere vulcanica nella stratosfera che schermò gran parte dei raggi solari per gli anni successivi, provocando uno dei periodi dal clima più freddo della storia recente. Le particelle di cenere e gas in sospensione causarono l’abbassamento della temperatura mondiale di più di un grado con ingentissimi danni all’agricoltura, tanto che il 1816 passò alla storia come l’anno senza estate, tristemente famoso per la grande carestia che ne seguì. Vi furono, a stretto giro, estati mancate ed inverni freddissimi, che ebbero come conseguenza scarsissimi raccolti e un significativo impoverimento di vaste aree del pianeta.

FORZANTI NATURALI, BRUSCHE VARIAZIONI: Ecco dunque che bruschi fenomeni naturali possono modificare il clima globale in tempi ristrettissimi, indipendentemente, ancora una volta, da forzanti di tipo antropico ma anche da quelle di carattere astronomico già descritte in precedenti articoli.

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