El Niño è ancora in crescita? Le ultime notizie sul suo stato

Le previsioni del Noaa dicono che le ricadute di El Niño arriveranno proprio nei primi mesi di quest’anno.

Le ultime immagini ottenute dal satellite mostrano infatti una impressionante somiglianza con la situazione di El Niño del 1997 che, a tutt’oggi, è l’evento più intenso mai registrato. Quello che colpisce è l’insolita altezza della superficie del mare lungo la fascia dell’equatore dell’Oceano Pacifico centrale e orientale. Una maggiore elevazione del livello marino indica un riscaldamento in atto.

L’evento di  El Niño in atto, forse il più forte degli ultima 50 anni, avrebbe raggiunto l’apice nelle ultime settimane  e probabilmente scomparirà nel secondo trimestre di quest’anno, quando dovrebbero tornare condizioni di “ENSO Neutral” ovvero assenza di Niño che di Niña. Queste sono le proiezioni sul fenomeno appena diffuse  dal  Bureau Of Meteorology  (BOM) dell’Australia.

Questo però significa che la sua influenza sul clima del pianeta, inverno europeo compreso,  si potranno avvertire ancora almeno fino a marzo 2016.

El Niño ha fatto sì che lo spesso strato di acque calde che circondano l’Australia e l’Indonesia si sia drammaticamente assottigliato, mentre nel Pacifico Orientale le acque di superficie, che sono normalmente fredde,  presentano uno strato di acqua tiepida. E questo ha causato siccità nelle aree indonesiane, con fortissimi incendi e piogge violente sulle Americhe orientali.

L’evento non è terminato, anzi, in base ai dati dei satelliti Nasa, le peggiori ricadute di El Niño arriveranno in questi primi mesi dell’anno.

Sulla base dei dati raccolti dal 1900 ad oggi,  circa il 50% degli eventi di El Niño sono stati seguiti da un anno neutrale, mentre il 40% sono stati seguiti da un La Niña, caratterizzata da un anomalo raffreddamento delle acque del Pacifico tropicale.

Va ricordato che la Niña porta a un’inversione della situazione oceanica e climatica, e questo provoca altre drammatiche condizioni meteorologiche.