El Niño 2015……….secondo la NASA

El Niño 2015: impatto sul clima del pianeta secondo la NASA

La gente di tutto il mondo già avverte o presto avvertirà gli effetti del più forte evento di El Niño dal 1997-1998 ad oggi  e attualmente in  atto nelle acque equatoriali orientali dell’Oceano Pacifico. Le più recenti osservazioni satellitari stanno cominciando a mostrare agli scienziati il ​​suo impatto sulla distribuzione della pioggia, sulla concentrazione di ozono troposferico e sugli incendi in tutto il mondo.

I nuovi risultati di tale impatto sono stati presentati al convegno dell’American Geophysical Union a San Francisco e dimostrano che le correnti a getto – super veloci  fiumi atmosferici, fonti significative di precipitazioni –  tendono a intensificarsi durante El Niño, e quest’anno il forte El Niño  in atto probabilmente porterà maggiori precipitazioni in molte aree del pianeta che di solito soffrono per la siccità, come, ad esempio, la California.

Ma El Niño ha anche un effetto climatico positivo: tende a ridurre la concentrazione dell’ozono “cattivo”  generato  per effetti antropici nella bassa atmosfera  (per distinguerlo da quello “buono” stratosferico generato dai raggi ultravioletti) e che è un gas inquinante e ad effetto serra.

Ma, sempre come conseguenza del Niño, è in aumento il rischio di incendi in tutte le foreste tropicali  a seguito della siccità apportata in tali regioni appunto dal Niño.

El Niño, che è un fenomeno naturale che tende a ripetersi con un a certa regolarità (ogni 3-5 anni) e  si verifica quando la temperatura delle acque superficiali del Pacifico equatoriale assume valori di 2-3 gradi al di sopra della media climatica. A loro volta le elevate temperature superficiali dell’oceano influenzano  e modificano  la caratteristiche fisiche dell’atmosfera sovrastante nonché la circolazione atmosferica intorno al globo.

Le nuove osservazioni satellitari stanno cominciando a mostrare agli scienziati ​​ l’impatto di El Niño,  sulla distribuzione della pioggia, ozono troposferico e incendi in tutto il mondo.

Le temperature superficiali elevate del mare in presenza di El Niño modificano  e spostano le aree di pioggia modificando la temperatura dell’aria sopra l’oceano, che altera a sua volta  la circolazione dei venti in tutto il pianeta.

Il cambiamento di venti influisce anche la distribuzione dell’ozono troposferico intorno al pianeta.  Nello strato atmosferico più vicino alla superficie esiste, come già detto,  ozono prodotto soprattutto dall’inquinamento umano. L’ozono nella troposfera è un gas serra e un pericolo per la salute.

Gli studi hanno mostrato che gli eventi di El Niño provocano un forte cambiamento di ozono nei tropici. Un nuovo lavoro che utilizza i dati satellitari combinati con un modello al computer dimostra che un effetto minore ma ancora significativo si verifica anche nelle medie latitudini.

Nello stesso tempo Jim Randerson,  scienziato presso l’Università della California,  e il suo team hanno analizzato come gli effetti di El Niño cambiano la distribuzione e la gravità degli incendi in tutto il mondo. Durante El Niños, il numero e le dimensioni degli incendi aumenta nelle foreste tropicali in Asia e Sud America.

“Il cambiamento di dinamica atmosferica sposta le aree di piovosità”, ha detto Randerson. “In particolare El Niño provoca meno pioggia in molte zone dei tropici, rendendo le foreste più vulnerabili a incendi accesi da attività umane”.

Nell’immagine è rappresentata la media mensile di superficie bruciata  al livello globale nell’Agosto 2015, sulla base dei  dati del Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer (MODIS) a bordo satellite Aqua della NASA. Il Blu chiaro indica una piccola percentuale di superficie bruciata, mentre il rosso e arancione indicano alte percentuali di superficie bruciata.

Fonte: MeteoGiuliacci