Ecco una nuova webcam di Capracotta in diretta streaming

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Gianfranco 5 Aprile 2019
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Si è concluso con successo la prima parte del progetto che vede una proficua collaborazione tra il Comune altomolisano e l’ Ass. MeteoinMolise. A fine marzo una nuova webcam di Capracotta è disponibile in diretta streaming e live

WEBCAM DI CAPRACOTTA: con grande soddisfazione annunciamo il raggiungimento di un altro importante obiettivo con l’istallazione di una webcam live presso il comune di Capracotta. Un progetto ambizioso ma che da subito ha raccolto l’entusiasmo degli Amministratori e il sostegno fattivo dei dipendenti: una imperdibile opportunità per diffondere e pubblicizzare sulla rete le immagini della “regina delle nevi” da un’altra angolatura.

RIPRESE: La webcam riprenderà la visuale della Chiesa di S. Antonio e tutta Via S. Maria di Loreto e contribuirà sicuramente a far sentire i Capracottesi e i nostri amici ancor più vicini a Capracotta.

AGGIORNAMENTO WEBCAM: in questa fase di rodaggio, gli scatti seppur frequenti, non saranno in streaming ed avremo un aggiornamento ogni minuto (60 secondi. Tuttavia, di comune accordo con l’ Amministrazione, stiamo lavorando per avere già nel mese di maggio 2019 una diretta streaming live.

Gli indirizzi per raggiungere la webcam sono i seguenti: Associazione MeteoinMolise e Comune di Capracotta. Vi segnaliamo anche l’articolo degli Amici di Capracotta che trovate QUI

IL NOME DI CAPRACOTTA (DA CAPRACOTTA.COM):

La leggenda narra che alcuni zingari, avendo deciso di fondare una cittadina, per compiere un rito in uso presso di loro, bruciarono una capra, che riuscita a fuggire dal rogo si rifugiò sui monti, ove stremata di forze, esalò l’ultimo respiro. Gli zingari costruirono, dove essa si era fermata, il paese.

 webcam di capracottaLo stemma civico, raffigurante proprio una capra che fugge da una pira, fa pensare anche alla prova del fuoco in uso presso i longobardi che avrebbero quindi fondato la cittadina. Era, infatti, un’usanza, per di più carnevalesca, dei longobardi sacrificare capre, o meglio, detto in termini più poveri, ammazzarle, arrostirle e divorarle, lasciandone la cornuta testa per consacrarla al demonio fra balli e baldoria. In un altro studio si dice che il nome derivi dal latino “castra cocta”, ossia un accampamento militare protetto da un “agger coctus”, un muro di cinta fatto di mattoni. Non è da escludere, infatti, che un distaccamento romano fosse di stanza in queste alture, per utilizzare le possibilità strategiche di una località che domina la valle del Sangro.

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