Ecco perché a Natale potrebbe arrivare il freddo

Cercheremo di spiegarlo in modo chiaro, senza troppi giri di parole e tralasciando incomprensibili tecnicismi. Cominciamo col dirvi che nel corso del semestre freddo, causa la netta riduzione dell’irraggiamento solare, sulla verticale del Circolo Polare Artico si forma un Vortice Ciclonico alimentato da aria gelida. E’ il cosiddetto Vortice Polare. Or bene, le dinamiche a carico di questa struttura ciclonica sono in grado di condizionare – nel bene e nel male – l’intera circolazione emisferica.

Forse vi sarà capitato, proprio in questi giorni, di sentir parlare del possente raffreddamento che sta interessando il Vortice. Sapete che vuol dire? Che più è freddo, più è compatto. La maggiore compattezza implica, statisticamente parlando (ci sono vari studi scientifici a sostenerlo), una minore probabilità di scambi meridiani o se volete una maggiore probabilità di rimonte anticicloniche – spesso durature – alle medie latitudini.

Ma fosse tutto così semplice! Dobbiamo aggiungere un elemento: può accadere che il raffreddamento a carico del Vortice coinvolga le alte quote atmosferiche, non quelle inferiori. Ed allora, ecco che non dobbiamo stupirci se alcune indici climatici evidenziano, sotto Natale, un drastico cambiamento.

Potremmo dirvi che NAO e AO (due indici descrittivi dello stato del Vortice Polare) da positivi potrebbero virare al negativo. Così come potremmo aggiungere che altre dinamiche a carico del Paficico potrebbero orientarsi su frequenze a noi propizie. Ed è qui che vorremmo evitare i tecnicismi, puntando subito al risultato: ovvero ripresa degli scambi meridiani e possibile irruzione fredda – addirittura molto fredda – durante le feste natalizie. Fantascienza? Staremo a vedere…

@MtG