Dopo il Niño arriva la Niña. Quali conseguenze?

Il devastante evento di Niño del 2015/2016, che ha destabilizzato per quasi 2 anni il clima di gran parte del pianeta, ha ormai i mesi contati.

Il CPC (Center Climate Prediction) del NOAA (National Oceanici And Atmospheric Adiministration) ha comunicato che nel corso delle ultime quattro settimane, le anomalie positive nella temperatura delle acque superficiali  SST  (Sea Surface Temperature)  –  provocate dall’evento di Niño più forte di sempre – sono ormai in calo nel Pacifico centrale e centro-orientale, mentre sono in  aumento nel Pacifico più orientale.

Una fase di Niño è sempre seguita prima o poi da una fase di Niña, ovvero una fase ove la temperature delle acque superficiali del Pacifico equatoriale tendono calare molto fino a sconfinare in un raffreddamento di 2-3 gradi su tale vasta area oceanica, estesa quanto un settimo del pianeta. Tale oscillazione tra Niño e Niña è nota come ENSO ( El Niño Southern Oscillation).

Si prevede che tale fase di raffreddamento nelle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico tropicale, si verifichi più rapidamente di quanto sembrerebbe. Infatti, la Niña potrebbe manifestarsi già ad inizio estate 2016.

Ricordiamo del resto che, al contrario del Niño, la Niña porta piogge là dove già è in atto la stagione delle piogge mentre porta più siccità là dove di solito regna un clima arido.