Disuguaglianze economiche: aumentate dal riscaldamento globale?

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paolo 4 Maggio 2019
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L’aumento delle temperature globali accresce le disuguaglianze economiche tra paesi ricchi e paesi poveri. Lo dimostra un nuovo studio che ha confrontato i dati sugli effetti del riscaldamento globale nelle diverse regioni della Terra con quelli della variazione del p.i.l. pro capite

Proseguiamo con gli articoli riguardanti i cambiamenti climatici; oggi vi parliamo di un altro effetto che provocano: le disuguaglianze economiche. Ciò è quanto è emerso da uno studio pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” da Noah S. Diffenbaugh e Marshall Burke, entrambi della Stanford University.

Lo studio di cui vi parliamo oggi si inserisce in una corrente di ricerca che, negli ultimi anni, ha effettuato diverse analisi per quantificare l’impatto dell’aumento delle temperature sui principali aspetti della vita umana. In particolare, quello di cui scriviamo oggi, valuta il riscaldamento globale e i suoi effetti sulle disuguaglianze economiche tra i vari paesi. I risultati degli studi effettuati da Diffenbaugh e Burke hanno confermato quanto facilmente intuibile: i paesi più poveri hanno più probabilità di subire gli effetti negativi del global warming. Ciò in parte perché tali paesi hanno scarsi strumenti per difendersi dal riscaldamento globale e in parte perché la maggior parte di essi ricade nelle zone equatoriali, le più calde della Terra. I paesi più ricchi, inoltre, sono quelli che storicamente hanno emesso più gas serra, quindi i principali responsabili del riscaldamento globale in atto.

Lo studio

I due studiosi hanno analizzato le variazioni delle temperature per quantificare l’impatto del global warming dovuto alle attività umane sul p.i.l. pro capite delle varie nazioni. In seguito hanno preso in considerazione i principali modelli per stimare l’evoluzione climatica della Terra considerandola in assenza di emissioni di gas nocivi. L’analisi ha dimostrato che tra i paesi più poveri il p.i.l. pro capite si è ridotto tra il 17 e il 31% nel periodo 1961-2010 a causa del riscaldamento globale. In conclusione, secondo gli autori dello studio, anche se negli ultimi cinquant’anni le disuguaglianze sono andate affinandosi, vi è un’alta probabilità, di circa il 90%, che il riscaldamento globale abbia rallentato tale diminuzione. In altri termini, c’è una probabilità superiore al 90% che i paesi più poveri abbiano raggiunto un p.i.l. inferiore a quello che avrebbero avuto senza il riscaldamento globale.

Insomma, sono sempre di più i fattori che devono farci riflettere sui cambiamenti climatici. E non stiamo parlando di “semplice” aumento delle temperature, innalzamento dei mari o altro, parliamo di prodotto interno lordo di intere nazioni influenzato, in negativo, dal riscaldamento. Se neanche questo serve a farci aprire gli occhi…

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