(CORONAVIRUS)- ULTIMA ORA MOLISE- Campobasso chiude le scuole fino al 31-IN AGGIORNAMENTO

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Scuole chiuse in Molise. Coronavirus. Il primo cittadino del capoluogo è il primo ad aver deciso questa mattina – 20 marzo – la proroga dell’attività didattica a distanza nonostante le regole in vigore nella zona arancione consentano il rientro in classe. “I dati sui contagi migliorano ma siamo preoccupati dalle ospedalizzazioni al Cardarelli”, sottolinea Gravina. Altri colleghi sindaci potrebbero prendere decisioni simili: scuole chiuse ad esempio a Toro, dove preoccupa il cluster scoppiato nei giorni scorsi. Il paese dovrebbe essere dichiarato ‘zona rossa’ da un’ordinanza di Toma.

Il ritorno in Molise in arancione, nella quale le restrizioni sono meno rigide rispetto alla zona rossa (come ormai abbiamo imparato quasi a memoria), consentirà il rientro in classe. Almeno sulla carta. Nelle prossime ore molti sindaci potrebbero formalizzare quella che è un’ipotesi che sta circolando da ieri sera: prorogare la didattica a distanza fino a Pasqua. Il primo ad aver rotto gli indugi è stato il primo cittadino di Campobasso Roberto Gravina che ha disposto la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 31 marzo. Gli studenti del capoluogo dunque continueranno a seguire le lezioni in dad.

In sostanza, una deroga alla normativa nazionale che consente l’attività didattica in presenza per asili nido, scuole dell’infanzia, primaria e scuola secondaria di primo grado. Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei e istituti professionali) adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento degli studenti sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte degli studenti partecipa alla didattica a distanza.

Infine, sempre secondo le disposizioni nazionali, i presidenti di delle Regioni possono disporre la sospensione dell’attività scolastica e degli asili nido in tre ipotesi: nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Anche il governatore molisano Donato Toma potrebbe adottare un’ordinanza generale in tal senso. O meglio, questo è l’auspicio dei sindaci. Nel caso in cui non ci dovesse essere un provvedimento generale (ed è altamente probabile dal momento che in passato il presidente ha sempre lasciato la facoltà ai primi cittadini di decidere sulle scuole di loro competenza) gli amministratori adotteranno opportune ordinanze.

Lo ha già fatto il sindaco di Campobasso: più che l’andamento dei contagi preoccupano le ospedalizzazioni.

“Anche se i dati sui contagi riferiti alla nostra popolazione cittadina continuano a mostrare una certa confortante stabilità, – ha dichiarato il sindaco Gravina – i dati generali, soprattutto per ciò che concerne i ricoveri presso il Cardarelli e la conseguente grande persistente sofferenza di gestione del sistema regionale sanitario sono, invece, tutt’altro che consolidati in senso positivo. Si tratta di un dato di fatto che va analizzato con grande attenzione e per il quale, riteniamo indispensabile, a Campobasso, proseguire mettendo in atto, fino a Pasqua, tutte quelle misure preventive e cautelative già attuate nelle ultime settimane e riferite al mondo della scuola.

Con un’ordinanza sindacale che verrà pubblicata in giornata, – ha spiegato Gravina – prolungheremo dal 22 marzo fino al 31 marzo, la sospensione a Campobasso delle attività didattiche in presenza per gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, siano pubblici, parificati, paritari e degli asili nido pubblici e privati”. 

C’è un’altra ragione che ha spinto il sindaco di Campobasso a chiudere le scuole: “Risponde anche ad un’esigenza organizzativa che diversi dirigenti scolastici ci hanno fatto presente, riferita alle procedure di vaccinazione per i docenti che sono tutt’ora in corso e che creerebbero problemi pratici nella gestione degli stessi orari scolastici”.

Mentre a Portocannone e San Martino in Pensilis si sta ragionando sulla stessa possibilità, invece a Toro, dove è scoppiato un focolaio importante, le scuole resteranno chiuse. Il provvedimento del sindaco Roberto Quercio dovrebbe arrivare in giornata, quando il paese potrebbe essere dichiarato “zona rossa” sulla base di un’apposita ordinanza del presidente Toma e su richiesta del stesso Comune. Discorso analogo potrebbe riguardare per le stesse ragioni anche Jelsi.

Da lunedì insomma il Molise potrebbe essere arancione ma con delle ‘macchie’ rosse, ossia le zone in cui i contagi non consentono un allentamento delle misure.

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