CONTINUA LA SERIE DI RECORD CLIMATICI

Il riscaldamento globale in atto continua la sua corsa in piena velocità

Questa volta non stiamo parlando dell’eccezionale ondata di caldo che sta colpendo l’Italia,frantumando anche dei record storici di temperatura, ma dei dati climatici da poco pubblicati dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), che sono comunque perfettamente intonati alle giornate roventi che stiamo vivendo nel nostro Paese. Anche se si riferiscono allo scorso mese di giugno, infatti, i risultati ci descrivono un quadro davvero preoccupante e confermano che il riscaldamento globale in atto continua la sua corsa in piena velocità. Ma vediamo quali record sono stati battuti (e questa volta sono davvero tanti).

Continua la serie di Record climatici

Lo scorso mese di giugno è risultato, a livello globale, il giugno più caldo di tutta la serie storica che risale al 1880, con un’anomalia termica di ben 0,88 °C oltre la media del ventesimo secolo! Lo stesso tipo di record mensile era già stato superato altre tre volte quest’anno, nei mesi di febbraio, marzo e maggio, mentre gennaio ed aprile si sono classificati rispettivamente “soltanto” 2° e 3°. Di conseguenza anche il primo semestre del 2015 ha battuto tutti i record, risultando il più caldo in assoluto; e un nuovo record è stato stabilito anche dalla temperatura media globale per il periodo di 12 mesi consecutivi (luglio 2014-giugno 2015).

Come ben noto, anche la temperatura superficiale globale degli oceani è in aumento; e anche per questo parametro il giugno 2015 ha fatto segnare un nuovo record, con un’anomalia di 0,74 °C e superando il precedente record stabilito solo nel 2014. C’è da rilevare che il mese in esame è stato caratterizzato da una fase di moderata intensità del fenomeno noto come El Niño, che consiste nell’anomalo riscaldamento delle acque superficiali del settore equatoriale dell’Oceano Pacifico orientale. E secondo le previsione della NOAA c’è una probabilità dell’80% che questo episodio di El Niño prosegua fino a inizio primavera 2016, con rilevanti effetti sulla circolazione atmosferica.

Fonte: Meteo.it