Clima, passi avanti su bozza accordo Parigi

Ottimismo per l’accordo globale sul clima che dovrebbe esser chiuso alla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite a Parigi alla fine dell’anno. L’incontro di Ginevra, iniziato l’8 febbraio e a cui hanno partecipato quasi 200 Paesi, si è chiuso infatti uno ‘spirito’ positivo e con dei progressi sull’adozione di una bozza di testo in vista della prossima Cop anche se – spiega Climate action network (Can) – a livello politico rimane ancora molto lavoro da portare avanti.

Il prossimo incontro sarà a Bonn a giugno. Insomma sembra che la bozza di accordo da ‘portare’ a Parigi abbia compiuto un pezzetto di strada: da Ginevra le buone notizie parlano di ‘approvazione’ da parte dei vari Stati a una bozza di accordo sui cambiamenti climatici da porre come base di partenza per i negoziati, dove si sviluppano anche diverse opzioni per affrontare la mitigazione e per offrire un aiuto ai Paesi in via di sviluppo sul fronte dell’adattamento.

Lo ”spirito” di Ginevra – osserva Can – dove si è lavorato con un ”approccio aperto e consultivo”, deve essere ”mantenuto in vita”; soprattutto in vista di questioni spinose come l’aumento del sostegno finanziario alla lotta ai cambiamenti climatici e il modo con cui trattare ”equamente” i Paesi più ricchi e quelli più poveri. In particolare su quest’ultimo punto le possibili divergenze potrebbero far saltare il banco a Parigi.

Per Julie-Anne Richards, responsabile internazionale del programma clima e giustizia, la partita è nelle mani dei leader politici: sono che potranno decidere il risultato finale di un nuovo accordo globale sul clima; ed è possibile dimostrare le buone intenzioni lungo il percorso che porterà a Parigi, anche al di fuori dei negoziati ufficiali ma in occasioni ‘istituzionali’ di incontro tipo i vertici per il G7 e G20. Il primo passo che dimostrerà la buona volontà della politica, questa volta sotto il cappello dei negoziati Onu, sarà tra marzo e giugno, quando i Paesi dovranno annunciare i rispettivi piani di riduzione delle emissioni e mettere sul campo le risorse finanziarie. Infine Tasneem Essop, capo delegazione del Wwf nell’ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Unfccc), fa presente che segnale da inviare dovrebbe essere per esempio quello di spostare i soldi dai combustibili fossili all’energia pulita

Ansa