Clima, ecco cosa cambia se la temperatura aumenta di 1,5 o 2°C

Clima, a Parigi è la notte decisiva: cosa cambia per 0,5°C, da caldo a inondazioni si tratta di differenze critiche per i Paesi “vulnerabili”

Possono 0,5°C essere così decisivi per le sorti del nostro Pianeta? Assolutamente si, se si parla di temperatura media globale. E’ il nodo più importante della conferenza di Parigi sul clima. A delineare i due scenari e’ il team internazionale di esperti del Climate Analytics, secondo cui, in termini generali, sopra il grado e mezzo gli impatti devastanti del Clima si impennano, soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali. Per mantenere le temperature sotto questo valore, di contro, servirebbero sforzi maggiori da parte dei Paesi sviluppati ed emergenti.

Gli stessi Paesi che dovrebbero stanziare le risorse – altro nodo da sciogliere – per aiutare le aree piu’ vulnerabili e povere della Terra a mettere in campo misure di mitigazione e adattamento ai mutamenti del Clima. Nella rete degli interessi in gioco, i ricercatori del Climate Analytics cercano di fare chiarezza sulle differenze tra 1,5 e 2 gradi. Spiegano che le ondate di calore, ad esempio, andrebbero a durare non un mese ma un mese e mezzo a livello mondiale, e non due ma tre mesi nelle fasce tropicali. Tra 1,5 e 2 gradi, dicono, c’e’ il passaggio “da eventi che sono al limite dell’attuale variabilita’ naturale a un nuovo regime climatico”.

global-warming

Ad aumentare sarebbero anche i periodi di siccita’, mentre diminuirebbe la disponibilita’ d’acqua, pure nel Mediterraneo. L’agricoltura sarebbe colpita duramente. Nella meta’ delle aree mondiali dove si coltiva la terra, i rendimenti di grano, riso, mais e soia sono previsti in calo, tanto piu’ accentuato quanto piu’ sale la febbre del Pianeta. Le conseguenze peggiori ricadrebbero sulle regioni tropicali come Africa occidentale, sudest asiatico e America meridionale. Con temperature a +2 gradi, “virtualmente tutte le barriere coralline tropicali, che proteggono le coste, rischieranno un forte degrado“. E di questa protezione le localita’ costiere hanno bisogno, perche’ con un grado e mezzo in piu’ il livello del mare si innalzera’ di 40 centimetri, e con due gradi salira’ di mezzo metro. Quei 10 centimetri, in alcune parti del globo, possono fare la differenza tra il restare nella propria casa o doverla abbandonare perche’ sommersa. E’ per questo che gli Stati insulari del Pacifico e dei Caraibi sono i primi a battersi a Parigi per fissare la soglia a 1,5 gradi, un obiettivo condiviso anche dall’Italia e ribadito dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Ma l’accordo globale, a due giorni dalla fine dei negoziati, non c’e’.

@Meteoweb