CICLONE DEVASTA ARCIPELAGO VANUATU

E’ rimasta senza casa la maggioranza della popolazione di Vanuatu, nel Pacifico, devastato ieri dal super ciclone Pam: lo ha detto, in collegamento video con la Bbc dal Giappone, il presidente dell’arcipelago, Baldwin Lonsdale, che ha reso noto di aver dichiarato lo stato di emergenza e che ha descritto la tempesta come un “mostro”. “La maggioranza degli edifici è stata distrutta, come la maggioranza delle case, delle scuole, dei servizi sanitari”, ha quindi dichiarato Lonsdale, con la voce rotta per la commozione. Il bilancio di vittime è ancora imponderabile, come lo è la misura della distruzione e dei danni, ha aggiunto osservando che se il bilancio ufficiale per ora parla di 8 morti e di una trentina di feriti nella zona della capitale Port Vila, “purtroppo non abbiamo ancora informazioni su vittime e danni dalle altre isole”, in quanto le comunicazioni sono interrotte. Si temono comunque “decine di vittime” nell’arcipelago.

Le agenzie dell’Onu stimano si tratti di uno dei disastri peggiori nella storia del Pacifico. Interi villaggi potrebbero essere stati distrutti. Il presidente di Vanuatu, Baldwin Lonsdale, ha lanciato un appello alla comunità internazionale per “aiuti urgenti”. A Sendai, in Giappone, per la “Terza conferenza mondiale dell’Onu sulla riduzione del rischio di disastri naturali”, Lonsdale ha detto “di parlare con un cuore straziato. Non so quale sia stato l’impatto del ciclone: faccio un appello a nome del governo e del popolo per un aiuto e un sostegno contro questo disastro”.

Considerato da molti come il “Paese più felice al mondo”, Vanuatu, nel profondo Pacifico, avrebbe in base alle prime notizie subito pesanti danni e decine di vittime a causa della forza del ciclone. Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha riferito di aver incontrato Lonsdale per esprimere cordoglio e solidarietà, riferendo che il Palazzo di Vetro è pronto a inviare le squadre di pronto intervento verso le isole del Pacifico. Prevenire il disastro è “interesse di tutti”, ha affermato Ban, sollecitando una migliore assistenza e più garanzie per le persone più povere e più deboli del mondo.

I leader delle isole del Pacifico hanno espresso a Sendai, come prevedibile, i timori per gli effetti sempre più pesanti del global warming: i livelli del mare aumentano e le tempeste sono più frequenti e devastanti. A Vanuatu, ad esempio, vivono 260.000 persone su un arcipelago fatto di 83 isole, esposte al rischio di terremoti, tsunami e cicloni.

La Commissione Ue ha sbloccato un milione di euro di aiuti iniziali per l’emergenza del ciclone Pam a Vanuatu, nel Pacifico. “L’Europa sarà parte della risposta immediata e degli sforzi per la ripresa”, ha dichiarato l’Alto rappresentante della politica estera, Federica Mogherini. L’Ue ha inviato anche due esperti per valutare i bisogni umanitari e coordinarsi con le organizzazioni partner sul terreno. I fondi sono destinati alle vittime più vulnerabili della catastrofe per fornire loro rifugio, acqua potabile e medicine.

Il super ciclone ha lasciato almeno 132.000 persone a Vanuatu con urgente bisogno di assistenza umanitaria, tra cui ben 54.000 bambini: lo scrive l’Unicef ipotizzando che la tempesta sia “uno dei peggiori disastri della storia del Pacifico”. L’ufficio dell’Onu per l’infanzia rivela inoltre di aver lanciato un primo appello per raccogliere 2 miliardi di dollari “per soddisfare i bisogni umanitari immediati dei bambini e delle famiglie colpite, in particolare nei settori salute, educazione, nutrizione e protezione. “Le più grandi preoccupazioni dell’Unicef riguardano ora il fatto che le persone abbiano un posto dove ripararsi, dato che molti hanno completamente perso le loro case o subito danni immensi” ha detto il direttore generale dell’Unicef Nuova Zelanda, Vivien Maidaborn.

Si prevede inoltre che ci sarà un danno significativo per strutture e rifugi, che causerà lo spostamento temporaneo di un gran numero di bambini e delle loro famiglie. Con le scuole spesso utilizzate come centri di evacuazione, si prevede un forte impatto sull’istruzione dei bambini. Le interruzioni di corrente – spiega l’Unicef – avranno un effetto drammatico sull’accesso all’acqua, che molto rapidamente diventerà scarsa.

Un’altra grande preoccupazione riguarda le possibili malattie legate all’acqua portate dalle conseguenze della tempesta. L’Unicef – dice ancora la nota dell’agenzia Onu – sta lavorando con i National Disaster Management Offices (Ndmos) di Vanuatu, Fiji e le Isole Salomone per offrire sostegno nell’ambito delle emergenze e della risposta alle emergenze, in particolare nei settori di acqua e servizi igienici, nutrizione, salute, istruzione e protezione. La popolazione dell’arcipelago di Vanuatu, nel Pacifico, sta passando la 2/a notte nei rifugi per sfuggire alla furia del ciclone Pam, che ha ucciso un numero imprecisato di persone e devastato una grande quantità di abitazioni. La tempesta ha percosso con venti fino a 270 km orari il piccolo arcipelago situato fra le Figi e la Nuova Caledonia, con una popolazione di 267.000 anime sparse su 65 isole e isolette, dove gran parte della popolazione è isolata e senz’acqua.

Fonte: Ansa