Cambiamento climatico: mangiare meno carne per salvare il pianeta?

Clima
paolo 2 Novembre 2019
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Cambiamento climatico: mangiare meno carne per salvare il pianeta? Tutti vegani per contrastare il global warming

Ormai si fa di tutto per contrastare il cambiamento climatico, e si arriva addirittura a dire di dover modificare lo stile alimentare. La nuova dieta, come suggerisce il rapporto “Cambiamento climatico e territorio“, dovrebbe prevedere molta meno carne e più frutta e verdura. Il sistema alimentare globale, infatti, contribuisce per circa il 30% alle emissioni e lo sfruttamento intensivo di terre coltivabili è un lusso che ancora per poco potremo permetterci.

La nuova dieta, come detto, dovrebbe virare in senso vegetariano o vegano per inquinare meno. Ad oggi l’uomo sfrutta oltre il 70% delle terre per nutrire una popolazione in costante aumento. Cambiare stile alimentare, stimano gli scienziati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), potrebbe ridurre le emissioni di CO2 fino a sei miliardi di tonnellate l’anno.

Dagli ultimi report, i soli bovini e le risaie sono responsabili della metà delle emissioni globali di metano. Il sistema alimentare globale, inoltre, contribuisce per circa il 30% delle emissioni di gas serra. Dal 1960, ancora, sono aumentati anche i consumi di calorie pro capite di circa un terzo, mentre quello della carne è raddoppiato. L’uso di fertilizzanti è aumentato di quasi dieci volte. Parlando di uso del suolo, le aree naturali convertite in agricoltura coprono un’area pari a quasi tutta l’Europa. E’ facile capire che continuare così non è più possibile, a maggior ragione di un riscaldamento globale che renderà sempre più ridotte le terre da poter coltivare.

Tutto ciò per dire che bisogna (o bisognerebbe) modificare le abitudini alimentari verso diete a basse emissioni di carbonio, e quindi più frutta e vegetali e meno consumo di carni rosse.

«Non vogliamo dire alle persone cosa devono mangiare – conclude Hans-Otto Pörtner, uno dei membri del gruppo di lavoro dell’IPCC – ma rappresenterebbe un beneficio sia per il clima che per la salute umana, se la popolazione dei Paesi ricchi consumasse meno carne, e se i politici creassero incentivi appropriati per raggiungere questo scopo».

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