Caldo Killer! Almeno 1200 morti

India “soffocata” da un caldo senza precedenti: almeno 1200 morti, temperature percepite fino a +60°C!

Gli indici di calore davvero estremi stanno cagionando la morte di centinaia di persone

Ormai da diversi giorni una eccezionale ondata di calore sta attanagliando diversi stati dell’India centro-orientale, e non solo, spingendo i termometri ben oltre la soglia dei +47°C +48°Call’ombra. Il caldo sta divenendo davvero “feroce” in molte aree della vicina India, in particolare fra gli stati del Madhya Pradesh, Vidarbha, Andhra Pradesh, Telangana, Bihar e Jharkhand, dove nei giorni scorsi si sono misurate temperate massime veramente estreme, prossime ai +47°C +48°C all’ombra, accompagnate da valori di umidità relativa medio-bassa che hanno reso la calura ancora più insopportabile, con un effetto “afa” eccezionale.

Negli stati dell’India orientale, dove l’umidità relativa è decisamente più elevata che nel Pakistan o nel Rajasthan (luoghi dove in questo periodo dell’anno si possono superare con una certa facilità i +50.0°C), queste temperature così elevate, sommandosi a tassi di umidità superiori al 40-50 %, arrivano a far percepire all’organismo umano temperature sui +60°C (il valore percepito dal corpo, da non confondere con la temperatura reale). Si tratta di una situazione davvero estremo che purtroppo, come confermano report delle autorità sanitarie indiane, ha determinato numerosi decessi, soprattutto fra gli anziani e i soggetti affetti da patologie respiratorie o malnutrizione. Purtroppo, fino ad oggi, questa ondata di calore davvero estrema ha cagionato la morte di almeno 1200 persone, ma il numero secondo le autorità sanitarie indiane potrebbe essere solo provvisorio, e rischia di salire ulteriormente nei prossimi giorni.

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Gli stati maggiormente colpiti sono quelli di Andhra Pradesh e del vicino Telangana dove sarebbero morte fino a 1000 persone. Altre vittime sono registrate anche nel Bengala Occidentale e nello stato dell’Orissa. In sostanza questa gigantesca “heat wave” sta coinvolgendo decine di milioni di cittadini indiani, dagli stati settentrionali a quelli dell’ovest, passando per l’Andhra Pradesh e il Bengala occidentale, incluse le aree più popolose del paese asiatico. Nei giorni scorsi la temperatura massima nella capitale indiana, Nuova Delhi, ha sfondato la soglia dei +44.5°C (108.7° F), mentre in alcuni quartieri della metropoli la colonnina di mercurio ha sforato i +45°C +46°C, rendendo il clima davvero irrespirabile.

In quei giorni una temperatura massima di ben +45.4°C è stata registrata nella città di Jharsuguda, dove si sono segnalati 12 decessi per il caldo estremo. Ma il picco di questa sorprendente quanto micidiale ondata di calore si è raggiunto a cavallo del 23 e 24 Maggio, quando nella città di Allahabad il termometro ha sfondato i +47°C all’ombra. Il giorno più caldo in assoluto è stato il 24 Maggio 2015 quando a Khammam la massima definitiva nelle 24 ore si è portata oltre il muro dei fatidici +48°C all’ombra, stabilendo la temperatura massima più elevata registrata sul territorio indiano dall’inizio di questa brutale onda di calore pre-monsonica. Lo stesso giorno, mentre Khammam sfondava i +48°C, in alcune località montane come Mussoorie, situata 2.010 metri sul livello del mare, sono stati misurati ben +36°C.

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Si tratta di valori davvero eccezionali che mettono in evidenza la portata eccezionale dell’onda di calore che indugia da giorni su gran parte del sub-continente indiano e nel vicino Pakistan. Ma molto probabilmente la fase di picco di questa brutale ondata di calore entro il weekend verrà archiviata. Ormai siamo giunti all’apice del caldo pre-monsonico che interessa l’intera area indo-pakistana, soprattutto nel settore interno pakistano, dove il sole prossimo allo “Zenit”(raggi solari perpendicolari sulla linea dell’orizzonte durante le ore centrali del giorno), il prevalente regime anticiclonico in quota, la debole ventilazione e l’aria molto secca nei bassi strati inaspriscono notevolmente la gran calura, trasformando queste aree in autentici forni a cielo aperto.

Fonte: Meteoweb