Blob Atlantico, Corrente del Golfo che rallenta. Crisi climatica, innalzamento mari. Programma RAPID

Negli Stati Uniti osservano con particolare attenzione ciò che avviene in Oceano Atlantico. Da loro lo studio della climatologia e meteorologia avviene con strumenti non sono disponibili in Europa. La loro preoccupazione non è tanto quello di avere rigidi Inverni (loro li vedono ogni anno), bensì di un innalzamento mari della costa est del Nord America.

Da Gennaio ad Agosto 2015 il Pianeta ha registrato temperature superiori alla media, ma nel nord Atlantico fa decisamente più freddo della norma. Fonte NOAA.

Gli Stati Uniti finanziano numerose ricerche climatiche, e ci consentono di conoscere cosa succede in Atlantico del Nord. Sovente queste ricerche sono in compartecipazione di scienziati Britannici, in quanto sarebbero le Isole Britanniche quelle che potrebbero avere i maggiori danni dai cambiamenti della Corrente del Golfo, e sono loro a lanciare allerte in Europa in questo periodo.

Tuttavia molte pubblicazioni sono indirizzate agli effetti che si potrebbero avvertire negli USA, e poche informazioni trapelano su ciò che potrebbe succedere in Europa, se non le allerte inglesi.

Il 30 Settembre Washington Post ha pubblicato una rettifica di un precedente articolo, dove ha messo a confronto le informazioni di vari scienziati che seguono accurati studi sulle Correnti Oceaniche.

Meric Srokosz dell’Università di Southampton, che gestisce la parte britannica (in collaborazione con i ricercatori presso l’Università di Miami e NOAA) del programma RAPID (monitora la Corrente del Golfo da 11 anni) ha rilevato un “lento declino della circolazione marina (Corrente del Golfo). Un declino che è più veloce di quanto prevedono i modelli matematici.

Un’acuta fase di declino della Corrente si ebbe tra il 2009-2010, e fu associato con un improvviso innalzamento del livello del mare lungo la costa orientale degli Stati Uniti, dice Srokosz.

I professori Michael Mann di Penn State e Stefan Rahmstorf dell’Istituto di Potsdam e i loro colleghi avevano dichiarato che un rallentamento della AMOC è in atto in tutto il 20° Secolo, che si è intensificato soprattutto a partire dal 1970. Ma come prove certe di ciò vengono accolte soprattutto quelle del programma RAPID.

In conclusione, la Corrente del Golfo perde potenza, ed il vasto raffreddamento oceanico è un dilemma che i modelli matematici non avevano previsto, e che lascia senza risposta di chiede spiegazioni su cosa avverrà nel futuro. Sugli effetti in Europa abbiamo parlato ampiamente in questo articolo.

Di certo c’è da dire che gli Inglesi sono preoccupatissimi per l’impatto che potrebbe avere sul loro clima questa novità, perché non si avrebbe solo un raffreddamento del clima, ma anche un impatto negativo sull’economia.

@Freddofili.it