Analisi sinottica
Carta dei fronti bracknell

Analisi sinottica

Analisi sinoticca

ANALISI SINOTTICA

Analisi sinoticca: in primis sinottica deriva dal greco synoptikós, ovvero “sguardo d’insieme“. Avrete notato che in molti articoli appare spesso questa parola e non è un caso: in ogni previsione del tempo, analogamente al procedimento di calcolo dei parametri meteorologici mediante modelli matematici, è necessario partire dalle condizioni iniziali del sistema atmosferico; queste informazioni vengono dedotte appunto attraverso la meteorologia sinottica (e quindi analisi sinottica), la quale si occupa principalmente di analizzare in dettaglio la distribuzione di fronti, nuvolosità, precipitazioni e ogni tipo di variabile meteorologica (se possibile); dovendo effettuare una previsione, è estremamente consigliabile iniziare con una buona visione di quello che già è in atto.

Il tempo in atto per capire il tempo futuro. Un ottimo modo per assicurarsi un buon livello di previsione è analizzare per filo e per segno che tempo fa e capire quale modello più si avvicina alla realtà, per attribuirgli maggiore credito nella scelta di quale pattern inserire nelle proprie previsioni finali (a seconda del territorio e della stagione). Anche i modelli migliori prendono grosse “cantonate”, quindi per assicurarsi che siano sempre in “fase” con la realtà occorre dare uno sguardo alla sinottica.

Cosa analizzare nella sinottica attraverso l’ analisi sinottica? Vi sono molti prodotti gratuiti on line che facilitano l’analisi sinottica: mappe dei fronti, combinazione di immagini satellitari con distribuzione di eventuali variabili meteorologiche attraverso curve di livello (isobare, isoterme, ecc,), mappe geografiche con dati meteo stampati in chiaro, ecc. Una regola basilare ma non obbligatoria consiste nel partire con l’analisi delle configurazioni bariche (alte e basse pressioni), della direzione e intensità dei flussi al suolo e alle varie quote e quindi nell’analisi dei fronti. Un secondo stadio può essere l’analisi dei nuclei umidi già presenti (attraverso le immagini satellitari mediante canale del vapor d’acqua), delle temperature al suolo e alle varie quote e l’analisi del tipo di nuvolosità presente. Infine, ma non per importanza, avere una buona rete di stazioni meteo permette di comprendere dove effettivamente stia piovendo o abbia piovuto nelle ultime ore.